Medicina, 5mila riammessi: università non sa dove metterli


Riammessi 5mila studenti alla Facoltà di Medicina, ma invece di esserne felici gli studenti sono alle prese con molti disagi. I motivi dei disagi e delle proteste appena cominciate sono i corsi iniziati con settimane di ritardo, spazi e strutture ristrette, aule molto più che sovraffollate.

Il tutto risale allo scorso 9 aprile 2014, quando si è tenuto il test d’ammissione alla Facoltà di Medicina, suscitando non poche polemiche riguardo alle modalità dello stesso test. Poi, dopo quasi un mese, il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini aveva annunciato che sarebbe stato l’ultimo con questa modalità, rimpiazzato da quello che utilizza il modello francese. Questo modello infatti apre le iscrizioni a tutti il primo anno e mette lo sbarramento all’inizio del secondo.

Rettori e presidi di facoltà, non erano affatto d’accordo. Preoccupati che, a causa del flusso molto ampio di iscrizioni che il modello francese sicuramente avrebbe portato, non sarebbero bastati né il personale né le strutture. Si realizza quindi la preoccupazione dei presidi e dei rettori delle facoltà. Solo che sono proprio gli studenti riammessi a provare questo disagio, sia i 5mila ammessi dal Tar e sia chi aveva passato il test regolarmente. Così alcuni di questi studenti hanno scritto: “Ci siamo preparati con sacrifici, abbiamo pagato le tasse per partecipare alle prove, poi altre tasse di iscrizione. Non è accettabile dobbiamo subire le colpe di altri”.

Il problema non finisce qui, perché il numero di candidati riammessi sta per aumentare. Infatti da venerdì 24 ottobre il Consiglio di Stato ha iniziato ad adottare una serie di ricorsi che aprono la possibilità d’iscrizione anche ad altri 2mila studenti, ovvero a coloro che ancora non avevano presentato il ricorso al Tar, visto che l’annullamento è stato fatto per violazione dell’anonimato.

Ma l’idea della Giannini di eliminare il test di medicina e di mettere lo sbarramento al secondo anno non piace a chi amministra l’università. Temevano infatti di ritrovarsi in una situazione proprio come quella che stanno vivendo adesso i 5mila riammessi dal Tar. Il 15 ottobre al ministero si è tenuto un tavolo tecnico durante una conferenza dei rettori e rappresentanti degli studenti cercare di risolvere la questione in un modo che andasse bene per tutti. Purtroppo ancora non si conosce l’esito di questa conferenza, ma sembra che nel ministero siano ancora decisi ad eliminare il test tradizionale.

30 ottobre 2014


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