Montecitorio, timbravano il cartellino ma poi shopping


Montecitorio, cinque dipendenti della Camera dei Deputati sono stati condannati a pene che vanno da due mesi a un anno per truffa. Le indagini, che si riferiscono al 2009, sono state eseguite dal sostituto procuratore Ilaria Calò. I cinque imputati utilizzavano i cartellini solo per timbrarli visto che poco dopo uscivano tranquillamente per far compere e passeggiare in centro. Il processo aveva incluso ben sedici persone ma undici di questi avevano deciso per il patteggiamento ricevendo come condanna fino ad un anno e mezzo di reclusione. Per i restanti cinque, tramite processo ordinario, le richieste di condanne avanzante, il 14 aprile, dal pubblico ministero Maria Assunta Cassavia sono state di un anno di reclusione a testa. La sentenza ha, però, deciso per pene anche superiori rispetto alle richieste dell’accusa per un imputato, per esempio, la reclusione sarà di un anno e otto mesi. Il magistrato ha anche stabilito una somma di denaro che gli imputati dovranno rendere a Montecitorio per risarcire i danni causati dalle loro inadempienze. Anche qui le cifre sono differenti, a seconda del singolo caso, si va dai 20 sino ai 65 mila euro.

I tesserini utilizzati dai dipendenti per ingannare i controlli erano di colleghi pensionati o visitatori. L’indagine, effettuata a campione sui registri della portineria, ha messo in luce tutta la situazione. Ulteriori controlli sono stati fatti grazie all’uso delle telecamere poste all’ingresso della Camera dei Deputati e con un cronometro per misurare esattamente la durata delle assenze.

31 ottobre 2014

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