Turchia, vietati tatuaggi e piercing nelle scuole


Roma, 2 Ottobre 2014 – Nuove imposizioni estreme da parte del presidente turco Recep Tayyp Erdogan. Vietati tatuaggi e piercing nelle scuole. Ma sulla Gazzetta Ufficiale il divieto assoluto cala anche su trucco e tinte per capelli e di farsi crescere barba o baffi per i ragazzi. Unica eccezione la possibilità di utilizzare il velo per le ragazzine sopra i 10 anni.

Le nuove regole imposte dal governo turco non sono state molto apprezzate. Proteste e critiche arrivano infatti dall’opposizione che considera le nuove norme “oppressive e inapplicabili”. Un passo in avanti verso “l’islamizzazione” della Turchia. Altrettanto dura la reazione dei sindacati della scuola. Il portavoce di Egitim Is, Veli Demir, ha commentato: “La società turca è avviata a tornare al Medioevo” -e ancora- “Cosa faranno con quei ragazzi che hanno già tatuaggi sul corpo? Gli strapperanno la pelle? È una decisione irrazionale, frutto di una logica oppressiva. Sono norme contrarie alla Costituzione turca, alla Convenzione Onu si Diritti dell’infanzia e le decisioni della Corte europea dei Diritti dell’uomo”.

Le decisioni di Ankara si riversano anche sull’utilizzo di “sciarpe, berretti o cappelli” ma anche “borse o altro materiale con simboli politici, foto o scritte”. Pena addirittura l’espulsione dalla scuola. Il premier turco, Ahmet Davutoglu, noto per essere un conservatore, sul via libera al velo per le ragazzine con più di 10 anni ha voluto commentare: “Ognuno deve vivere la sua vita come meglio crede”. L’abrogazione del divieto di indossare il velo nelle scuole superiori fa seguire la liberalizzazione in università, uffici della pubblica amministrazione e Parlamento.

Da ora dunque vietati tatuaggi e piercing ma già da luglio 2014 il presidente Ergogan aveva manifestato il suo pensiero riguardo ai tatuaggi. Aveva infatti criticato duramente un giocatore del Galatasaray, chiedendogli: “Perché fai del male al tuo corpo? Non farti ingannare dagli stranieri. Corri anche il rischio che ti venga un cancro alla pelle in futuro”.


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