Bambino di 8 anni, torturato e ucciso dai genitori perché pensavano fosse gay


Gabriel Fernandez, 8 anni, torturato e ucciso perché pensavano fosse gay, in quanto amava giocare con le bambole. La mamma, Pearl Fernandez e il suo fidanzato, Isauro Aguirre, condannati all’ergastolo dagli inquirenti, che ritengono il gesto inaccettabile.

Pearl Fernandez e Isauro Aguirre proprio non sopportavano il comportamento del bimbo di 8 anni, secondo loro troppo “effemminato“, tanto da meritarsi la tortura. Gli inquirenti sostengono che da diversi mesi i due adulti prendevano di mira il piccolo perché pensavano fosse gay, picchiandolo con mazze da baseball, frustandolo con cinture e costringendolo a mangiare le feci del gatto. Inoltre gli spruzzavano addosso spray al peperoncino, lo chiudevano nell’armadio con una calza della madre in bocca, gli impedivano anche di andare in bagno.

Il 22 maggio 2013 la madre chiamò il 911 perché Gabriel aveva smesso di respirare. I paramedici della piccola città californiana di Palmdale, una volta giunti sul posto, trovarono il corpo nudo sul suo letto. Aveva il cranio fracassato e diverse costole rotte. Gabriel è morto solo due giorni dopo. Partita subito la denuncia per i due adulti, accusati di omicidio volontario.

Vicenda sconvolgente, con tanti retroscena che hanno toccato la sensibilità di chiunque ne sia venuto a conoscenza. Per esempio il fatto che gli assistenti sociali avevano trovato un biglietto scritto da Gabriel in persona, sul quale il bbimbo dichiarava di volersi uccidere. Gli assistenti sociali non avevano dato alcun peso al biglietto, nonostante i vari interventi per abuso, e avevano quindi considerato la sua situazione non a rischio. In quel tempo il bambino viveva con il nonno materno, e proprio i servizi sociali lo avevano riportato alla madre.

I due adulti, la madre Pearl Fernandez e il fidanzato Isauro Aguirre, hanno ora deciso di dichiararsi colpevoli per l’omicidio e le torture, senza attenuanti, per evitare la pena di morte. In ogni caso dovranno entrambi scontare l’ergastolo senza condizionale.

6 novembre 2014


2 COMMENTI

  1. letto il titolo, avrei supposto fosse figlio di quella professoressa di ivrea nota per la sua ‘intelligenza’ e che fosse stato a battesimo da quel prelato romano che si è ditinto per la sua ‘tolleranza’……………..

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