Eliseo, lavoratori e attori riuniti questa mattina in strada


Eseguito oggi lo sfratto dell’attuale gestione artistica della famiglia Monaci del Teatro Eliseo. Davanti agli uffici dello stabile si sono riuniti in strada lavoratori, attori, abbonati e alcune personalità del mondo dello spettacolo. Tutti in via dalla Consulta, dove stamattina l’ufficiale giudiziario è entrato per eseguire lo sfratto richiesto da due dei tre soci della proprietà. Sono stati presidiati dalle forze dell’ordine entrambi gli accessi su via della Consulta, oltre a quelli al Teatro e al Piccolo su via Nazionale. Un lavoratore spiega: “Dentro è rimasto tutto intatto, come l’abbiamo lasciato ieri sera, quando è andato in scena lo spettacolo di Emma Dante, dopo aver letto al pubblico un comunicato sulla vicenda“.

Alcune decine di presenti, sostenitori del Teatro Eliseo, tra cui gli attori di alcuni spettacoli in cartellone nella stagione in corso attualmente, che hanno avuto un colloquio con l’attore Luca Barbareschi. Quest’ultimo ha raggiunto un accordo con la proprietà per assumere la gestione artistica della sala di via Nazionale. Uno degli interpreti racconta: “Barbareschi vorrebbe tentare di continuare ad andare avanti con lo stesso cartellone, sembra che adesso faccia parte dei proprietari. Ci ha detto che vorrebbe andare avanti anche con RomaEuropa, ma teme che 40 persone che gli entrino in teatro per occuparlo. Ci sembra tutto surreale e aleatorio, noi il 2 dicembre abbiamo il debutto di “Forse un altro“, per la regia di Marco Lucchesi. È una produzione Eliseo, vediamo cosa succede“. L’attore Barbareschi, inoltre, ha chiesto a Massimo e Vincenzo Monaci, rispettivamente direttore artistico e uno dei tre soci della proprietà, se sarebbe stato possibile mantenere lo spettacolo in cartellone. Ma Massimo risponde: “In questo momento la vedo complicata“. E Vincenzo aggiunge: “Non c’è occasione migliore per dimostrare che noi e voi siamo sottoposti a una grande violenza“.

Grande preoccupazione e delusione per gli abbonati al teatro, che si trovavano proprio questa mattina davanti allo stabile. Una di loro, Ester, commenta: “L’Eliseo è un’istituzione, chiuderlo per Roma è come chiudere il Colosseo. Il teatro per me, che abito in zona, è un punto di riferimento, un modo per incontrarsi con gli amici, per vivere, perché a Roma stanno aumentando i multisala, mentre ci sono sempre meno teatri. E di questo dobbiamo ringraziare anche Marino, io l’ho pure votato. Della cultura se ne sta fregando in maniera allucinante, è tutto in uno stato di abbandono“. Molta solidarietà ai dipendenti espressa anche da Elda Alvigini, interprete della fiction tv “I Cesaroni” e l’attore Andrea Giordana. Quest’ultimo dice: “Difficile commentare perché la realtà dei fatti non la sappiamo, è comunque un giorno difficilissimo per il teatro italiano e romano. Quello che è certo è che questo teatro deve riprendere al più presto l’attività, perché ha una storia da difendere e i lavoratori e gli attori vanno tutelati. La mia paura è che prima di riaprire non ci vorranno solo giorni. Mi metto nei panni delle compagnie, che sono in grandissima difficoltà. La chiusura dell’Eliseo“, conclude Giordana, “è un impoverimento per Roma, dove già ci sono pochi spazi come questo. È come togliere un braccio a Roma“.

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20 novembre 2014


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