Laura Boldrini intervistata su La Stampa da Andrea Malaguti, i temi principali delle domande sono stati: l’accoglienza e l’integrazione.
Durante l’intervista, Laura Boldrini risponde a una domanda relativa alla questione di Tor Sapienza: “..Il problema è il degrado della zona. Il presidente della circoscrizione mi ha detto che i problemi, a cominciare dallo spaccio, sono antichi. E che certe reazioni non gli sono sembrate spontanee”. Io non credo che gli abitanti di Tor Sapienza siano d’accordo con questa affermazione, i problemi non sono troppo “antichi” ma sono sorti con alcune politiche di integrazione, spesso sono state scoperte attività illegali all’interno del campo rom in via Salviati, e la “reazione” di questi giorni è stata generata dall’esasperazione, perché nell’intervista non si è parlato del tentativo di stupro subito da una ragazza al parco?
Nell’intervista poi si parla dei rom, il giornalista parla di Salvini, quest’ultimo ha sostenuto che il Comune di Bologna non deve usare i soldi pubblici per i rom, la Boldrini risponde: “Ciascuno ha la propria agenda politica. Io mi limito a constatare che nel campo di Bologna sono quasi tutti sinti. Cioè italiani. Ma se anche fossero rumeni che cosa si dovrebbe fare? Chiudere le frontiere? Lei conosce il caso dell’Andalusia? Seicentomila persone. Che rappresentano la musica, la danza e gli antichi mestieri andalusi. Li hanno valorizzati.” Vorrei ricordare che l’anno scorso, nel medesimo campo, ci fu un blitz anti-droga chiamato “Costarica 2012”, nel campo i militari sequestrarono: mezzo chilo di cocaina, una dozzina di piante di marijuana, una pistola detenuta illegalmente, 11.000 euro in contanti e diversi oggetti in oro.
Il giornalista poi tenta di incalzare la Boldrini dicendole che Salvini le potrebbe rispondere che da noi i rom rubano sugli autobus e negli appartamenti, ma la Boldrini risponde così: “Sono letture a dir poco parziali del grande fenomeno migratorio in atto, con cui il nostro Paese dovrà per altro fare i conti molto a lungo”.
L’intervista prosegue e si torna a parlare di “sicurezza”, finalmente sembra tornare un certa neutralità: “La sicurezza deve essere garantita a tutti. A loro e ai profughi. E’ un diritto universale. Non possiamo dare solo messaggi che creano insicurezza. E quando accogliamo una persona non possiamo limitarci a dargli un tetto. Dobbiamo costruire la sua autonomia”.
L’intervista si conclude restando nel tema della sicurezza, citando l’art.10 della nostra costituzione che tutela i stranieri: “Lo ripeto. Serve sicurezza per tutti. E serve onorare l’articolo dieci della Costituzione e i nostri padri costituenti. Diversamente restiamo succubi di un populismo che finisce per divorare il nostro dna”.
L’intervista completa: http://www.lastampa.it/2014/11/15/italia/cronache/boldrini-la-politica-latita-e-pagano-i-pi-deboli-gli-immigrati-e-le-periferie-l5yIcyX41GMt0EWNxyH6EN/pagina.html
15 novembre 2014.