La morte di Luigi Pirandello il 10 dicembre 1936


Luigi Pirandello nacque il 28 giugno 1867 vicino Girgenti, in una villa detta “il Caos” (lui stesso in seguito si definì il figlio del Caos). Nel 1886 si iscrisse alla facoltà di lettere a Palermo, ma poi ha lasciato gli studi alla volta di Roma. Nel 1889 decise di andare all’Università di Bonn dove tenne una tesi sul dialetto parlato ad Agrigento. Successivamente, incoraggiato da Capuana, scrisse Marta Ayala, pubblicato nel 1901 col titolo L’esclusa. Nel 1894 sposò la Portulano e nel 1895 nacque Stefano, cui seguirono Lietta e Fausto. Nel 1903 la moglie si ammalò di una grave forma paranoica causata dalla rovina economica che colpì la famiglia. Dal 1897 Luigi Pirandello insegnò letteratura a Roma. Nel 1919 la moglie venne internata e morì nel 1959.

Il suo primo successo Il fu Mattia Pascal, pubblicato nel 1904 sulla rivista “Nuova Antologia”. In seguito definì la propria idea di arte nei due volumi L’umorismo e Arte e scienza. Nel 1909 pubblicò la novella Mondo di carta sul Corriere della Sera; da lì l’inizio di una collaborazione che durò fino alla sua morte. Nel 1912 uscì Fuori di chiave; nel 1915 andò in scena la commedia Se non così; nel 1917 fu la volta di Così è, La giara e Il piacere dell’onestà. Il capolavoro fu Sei personaggi in cerca di autore del 1921, opera inizialmente molto contestata.

Nel 1924 aderì al fascismo e divenne direttore artistico del teatro d’Arte a Roma, Scritturò Marta Abba, ispiratrice di lavori come L’amica delle mogli e Come tu mi vuoi. Nel 1932 tenne un discorso severo nei confronti di D’Annunzio, da allora visto con sospetto dal regime. Nel 1934 arrivò anche il premio Nobel per la letteratura.

Durante le riprese di un film tratto da Il fu Mattia Pasca, nel novembre del 1936, Luigi Pirandello si ammalò di polmonite. Seguirono 15 giorni di peggioramenti e infine la morte, avvenuta il 10 dicembre 1936. Lasciò incompiuta la sua ultima opera, I giganti della montagna, portata a conclusione dal figlio Stefano, al quale lo stesso Pirandello lo illustrò. Rispettando le volontà espresse nel suo testamento, Piradello venne cremato senza alcuna cerimonia funebre e le sue ceneri furono poi portate nella villa Caos. In seguito le ceneri di Luigi Pirandello vennero incassate in una scultura monolitica e in parte disperse.

Queste le volontà di Pirandello: “Sia lasciata passare in silenzio la mia morte. Agli amici, ai nemici preghiera non che di parlarne sui giornali, ma di non farne pur cenno. Né annunzi né partecipazioni. Morto, non mi si vesta. Mi s’avvolga, nudo, in un lenzuolo. E niente fiori sul letto e nessun cero acceso. Carro d’infima classe, quello dei poveri. Nudo. E nessuno m’accompagni, né parenti, né amici. Il carro, il cavallo, il cocchiere e basta. Bruciatemi. E il mio corpo appena arso, sia lasciato disperdere; perché niente, neppure la cenere, vorrei avanzasse di me. Ma se questo non si può fare sia l’urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra nella campagna di Girgenti, dove nacqui”.

Le opere principali – Pirandello riteneva che il teatro fosse rappresentazione della vita (metafora) e che la perdita di valori portò al teatro dell’assurdo in cui non si agisce, si riflette, si è chiusi in se stessi. Si presentò come un autore umorista, quindi con atteggiamento critico rispetto a valori e credenze tradizionali. E la prerogativa dell’umorista è vedere il contrario, il lato nascosto delle cose, in cui è decisivo il ruolo della riflessione, attività della ragione, che messa in moto porta al sentimento del contrario: una volta saputo il motivo delle cose non si ride più, si prova tenerezza/pietà.

Il fu Mattia Pascal, 1904, è incentrato sullo sdoppiamento della personalità del protagonista che, dopo essere fuggito di casa, approfitta della morte di un uomo scambiato per lui per cambiare vita. Ma privo d’identità si ritrova infelice e torna nel suo paese, ma la moglie si è rifatta una vita e lui non può che andarsene.

In Uno, nessuno e centomila la vita del protagonista viene sconvolta quando apprende che ogni persona vede gli altri diversamente. Di pensiero in pensiero diventa folle, si isola, parla solo con la cagnetta e fa fallire il suo banco di pegni. Due colpi di pistola esplosi per caso dall’amica della moglie non fanno che compromettere ulteriormente la sua salute. Infine, fa costruire un ospizio per  i poveri e in quel luogo si ritira lui stesso “alienato tra gli altri ospiti, privo di nome e di cose; un nessuno che vive come le cose della natura, senza contrasto tra essere e apparenze”.

Nei Sei personaggi in cerca di autore va in scena un dramma familiare e un quasi incesto tra padre e figliastra. La forma è quella del teatro nel teatro ovvero un teatro da fare che gli attori realizzano con fatica davanti al pubblico, momento per momento, fino a quando la vita non spazza via la finzione. I Sei personaggi non sono altro che la presa d’atto che il teatro tradizionale non può appropriarsi della vita vera.

10 dicembre 2014

1 COMMENTO

  1. […] La morte di Luigi Pirandello il 10 dicembre 1936 sembra essere il primo su […]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here