Scandalo mafia, Cutini: “Così hanno provato a delegittimarmi”


Da quando mi sono insediata è stato un crescendo di difficoltà. Talvolta ho avvertito un senso di solitudine. Ora che conosco questi fatti, comincio a pensare che può esserci regia dietro gli attacchi contro di me“. A dirlo dalle pagine di Avvenire l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Roma Rita Cutini, che parla dell’inchiesta che ha portato alla scoperta della cosiddetta Mafia Capitale. In particolare ci sono intercettazioni in cui il presidente della cooperativa 29 giugno Salvatore Buzzi l’ha dichiarata persona inavvicinabile: “Ho solo messo in relazione – spiega l’assessore – l’inizio di una campagna contro di me con alcune mie decisioni all’interno dell’assessorato. Era una campagna di delegittimazione strisciante, nessun attacco frontale. Ma ogni volta che si parlava di rimpasto al Comune di Roma, sui giornali il primo nome che compariva come assessore uscente era sempre il mio. Quando sono arrivata, la situazione dell’assessorato era in gran disordine: c’erano 54 milioni fuori bilancio e la parola ‘bando di concorso’ era quasi sconosciuta. C’erano troppi affidamenti diretti con la motivazione dell’emergenza. In questi mesi ho cercato di riportare ordine amministrativo e trasparenza. A qualcuno questo dava fastidio?“. E al Corriere della Sera dice: “Il clima che puntava a delegittimarmi l’ho avvertito, è durato un anno e mezzo. Di certo ho avuto la percezione di lavorare con il freno a mano tirato, per l’ambiente che avevo intorno“.

4 dicembre 2014

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here