Tassi usura dalle banche: penale per il dirigente che sottoscrive contratto


In merito ai tassi usura praticati eventualmente dalle banche e gli evidenti effetti civilistici nei confronti degli istituti che lo applicano, a questi si affianca un provvedimento di tipo penale ai danni del dirigente/funzionario che ha sottoscritto il contratto. Il provvedimento si è reso necessario dopo che il Gip di Torino ha rigettato la richiesta di archiviazione avanzata da un istituto di credito responsabile dell’emissione del tasso usuraio sottoscritto da un proprio cliente. Non ultimo, da questo punto di vista, il giudice per le indagini preliminari ha disposto che la responsabilità, non solo ricadesse sul dipendente che aveva materialmente fatto sottoscrivere il contratto, ma anche nei confronti dei vertici-superiori responsabili della decisione di applicare quel determinato tasso (illecito).

Precisazione – Va comunque chiarito che la giurisprudenza sulla determinazione del tasso soglia oltre il quale si estrinseca il reato di usura è abbastanza chiara nel merito: nel tasso di mutuo non è sommabile quello di mora. Entrambi infatti devono essere considerati singolarmente, per determinare se insieme alle commissioni, spingono il costo totale del prestito oltre la liceità. Verificato dunque il tasso usurario, il giudice dovrà indicare chi, nella fattispecie dell’operatore che si è reso materialmente responsabile della sua applicazione e le conseguenze negative a esso ascrivibili in sede penale e, parallelamente, il ripristino della tutela del correntista, con l’eventuale restituzione delle somme di denaro a cui questi non avrebbe dovuto adempiere.

15 dicembre 2014

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