Fabrizio De Andrè: l’11 gennaio 1999 moriva il grande poeta


L’11 gennaio 1999 moriva Fabrizio De Andrè. Non si esagera nel definire Faber uno dei più grandi poeti dei nostri tempi. Basti pensare a ” Ho visto Nina Volare”, “Geordie”, testi che rappresentano un capolavoro di parole, sofisticati, ma anche “Tutti morimmo a stento”,  “La buona novella”,  “Storia di un impiegato” ,  opere puramente ideologiche alternate ad altre puramente poetiche.

Un intellettuale gentile, un uomo libero, che ha vissuto sempre in direzione contraria per difendere le ragioni degli “ultimi”, capace di cantare la vita e la morte in modo meraviglioso, il disprezzo per le opinioni dominanti, il tema religioso, la libertà e l’anarchia, la capacità “pittorica” di rappresentare i sentimenti, le idee, le utopie, un uomo capace di guardarsi dentro e far nascere in chi lo ama e lo ha amato un senso di approfondimento del proprio “io” delicato ma inesorabile, un artista  capace di dirci e di rivelarci che “dai diamanti non nasce niente e dal letame nascono i fior“.

11 gennaio 2015 


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