Insegnare il dialetto a scuola aiuta a imparare l’inglese, lo dicono gli studiosi


Come dimostrano alcuni psicoterapeuti e linguisti, fra cui Adelia Lucattini – su La Repubblica – il bilinguismo dei bambini che, oltre all’italiano, conoscono anche il dialetto della loro zona è di grande aiuto nell’apprendimento dell’inglese. Questi studi hanno riscontrato un certo successo in alcune regioni autonome italiane, soprattutto in Sardegna e in Trentino, che inseriscono il dialetto nella programmazione didattica delle loro scuole. La riscossa della tradizione, che riporta in auge il dialetto e lo rende una strumento all’avanguardia, per rimanere al passo coi tempi, e imparare l’inglese. In particolare le recenti ricerche già citate dimostrano che il bilinguismo consente un “cambio di registro” più agile, capacità che favorisce l’apprendimento di un’altra lingua.

Bisogna considerare però diverse questioni: l’insegnamento di una seconda lingua, come si apprende da La seconda lingua del professor Gabriele Pallotti, è più semplice nei bambini che parlano anche il dialetto non tanto perché bilingui, ma proprio perché sono bambini e stanno, di fatto, ancora imparando la loro stessa lingua madre. Perciò è utile procedere con l’insegnamento di una seconda lingua già nelle scuole elementari, con ritmi serrati e alta qualità, possibilmente con insegnanti madrelingua. Essere in grado di parlare anche il proprio dialetto è certamente utile, ma soprattutto in età più avanzata. Ma perché investire sull’inserimento del dialetto a scuola, quando si può investire su un insegnamento dell’inglese di più alta qualità? È giusto conservare un grande patrimonio linguistico come quello dell’Italia, anche attraverso le scuole, magari invitando i genitori dei più piccini a usare il dialetto con i propri figli; ma rimane dubbia l’utilità dell’inserimento di veri e propri momenti didattici dedicati al dialetto; in ogni caso l’obiettivo principale deve l’insegnamento di una seconda lingua, come l’inglese, e non un dialetto.

12 gennaio 2015


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