Ripartire dalla libertà e dalla cultura, non è stato semplicemente uno slogan ma un grido unito tra il palco della Notte dell’Onestà e le migliaia di persone presenti ieri a Piazza del Popolo. Lo stesso grido di “resistenza” che il fratello di Borsellino ha lanciato alla folla. Una vera ovazione infatti ha salutato sia l’intervento che la conclusione dell’intervento di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, che ha scandito tre volte con voce rotta dall’emozione e con forza “Resistenza, resistenza, resistenza“. Migliaia di persone hanno partecipato all’evento organizzato dal Movimento 5 Stelle con la presenza di tanti personaggi della cultura, della politica e dello spettacolo. Ad aprire la manifestazione, Enrico Montesano, che ha recitato un sonetto sarcastico ed ironico dedicato al “mondo di mezzo “a me sembra tutto un carnevale, che non è uno scherzo e manco vale“.
In piazza, tra i vari rappresentanti 5 stelle, tutti i consiglieri comunali e municipali di Roma: “Sentirsi dire dal Sindaco Marino che la nostra proposta di scioglimento del Comune di Roma per mafia capitale sarebbe paragonabile alle richieste di Buzzi e Carminati, è veramente cosa inaccettabile“, dicono il membro del direttorio M5s Carlo Sibilia e il deputato Alessandro Di Battista. Di Battista ha ricordato che ” al Nazareno non ci andiamo“, “il Presidente della Repubblica deve essere garante di tutti i cittadini, noi non vogliamo dire il nome, vogliamo il profilo di una persona onesta, libera, garante di tutte le forze politiche e dei cittadini italiani“. Legge poi dal palco della Notte dell’Onestà la risposta del M5S all’invito del Pd di partecipare alle consultazioni per il presidente della Repubblica: “Renzi fuori i nomi. Lei ha deciso che il Capo Stato sarà eletto dalla 4/a votazione e così il nome sarà espressione di un partito solo: quello suo e di Berlusconi, quello del Nazareno. Per eleggere il presidente di tutti lo si elegga nei primi tre scrutini. Non li faccia a noi, prosegue, ma al popolo, a tutta la nazione. Noi li sottoporremo al giudizio della rete che deciderà in modo onesto e non nelle segrete stanze del potere“. Roberto Fico, Deputato del MoVimento 5 Stelle, Presidente della Commissione di Vigilanza Rai: “Il nome di Amato farà rivoltare il Paese e noi con loro “.
Tra gli interventi quello del magistrato di Mani Pulite, Piercamillo Davigo, che fece parte del pool negli anni ’90, del giudice e Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, Ferdinando Imposimato, intenso, che ha ricordato “il valore della legalità e dell’onestà, ricordando i magistrati Falcone e Borsellino e il loro duro lavoro volto alla ricerca della libertà, pagato con la vita, gli altri magistrati uccisi, gli uomini delle scorte. Un lavoro mortificato nella ragnatela della concussione e nello scendere a patti con la mafia”. Gli attori Claudio Santamaria e Claudio Gioè hanno “interpretato” le intercettazioni dell’inchiesta romana, tra Buzzi e Carminati e altri personaggi coinvolti nello scandalo di Mafia Capitale. Tre citazioni di Sandro Pertini, salutate da grandi applausi, ricordando che si rifiutò di firmare un decreto che avrebbe aumentato stipendi e indennizzi a deputati, ma anche frasi di John Lennon, Papa Francesco e Pier Paolo Pasolini.
“La mafia si è fatta Stato”, ha più volte ricordato Roberta Lombardi, dal palco: “Ci siamo addormentati cittadini di Roma Capitale, ci siamo svegliati abitanti di Mafia Capitale. La mafia si è fatta Stato quando lo Stato ha rinunciato a fare lo Stato. Roma se la ripijamo !”. Apprezzatissimo l’intervento di Sabina Guzzanti, che ha ricordato come il suo film ” La Trattativa” “abbia faticato non poco ad essere portato liberamente nei circuiti cinematografici e nelle sale, boicottata più volte e come ora sia un grande successo di interesse e di pubblico”. Un atto deciso da parte della regista-attrice che “non poteva restare sepolto nel dimenticatoio”. “La cultura, l’educazione e l’onestà intellettuale sono armi importanti e garanzia di libertà per non soccombere, in un Paese in cui invece la cultura è stata uccisa, mortificata, sono stati fatti tagli alla scuola, al teatro, il popolo assopito con programmi che nulla hanno a che vedere con informazione vera, cultura, approfondimento“.
E poi gli interventi di Jacopo Fo, di Dario Fo , Premio Nobel per la Letteratura nel 1997, che ha ricostruito alla sua maniera ironica e grottesca, sarcastica i molti scandali italiani, dal Mose in Veneto, passando per l’Expò di Milano fino a Mafia Capitale. Un gran pezzo di teatro e satira politica misti alla vita, dove la tragedia si sposa con la dura realtà. Ovazione e bagno di folla per Beppe Grillo sul palco, a conclusione della manifestazione. Grillo, reduce dall’incontro con Don Ciotti per il reddito di cittadinanza garantito, ricorda l’importanza di questo atto, per la dignità della persona e del lavoro, perchè è la miseria il terreno fertile della corruzione, della concussione e di ogni ruberia. “Per me l’onesta è l’onestà intellettuale”. “Non quella di chi ruba o non ruba perché si stanca anche di rubare. Non è quello. È parlare con persone leali. È la politica aperta: noi siamo questa“. “La libertà è partecipazione“, diceva Gaber, nel senso più puro del termine. “Un popolo che non partecipa, non legge, non si informa, non pensa, non riprende in mano la sua storia e la cultura, è un popolo finito, morto“.
25 gennaio 2015