Menù europei nelle mense scolastiche romane. Un piatto dal sapore amaro


Nelle ultime settimane si discute dell’inserimento dei menù europei nelle mense scolastiche romane. L’iniziativa, presentata all’interno del progetto Viva l’Europa in occasione del semestre italiano di presidenza, prevede l’introduzione nelle mense romane di 15 menù ispirati ad altrettanti Paesi europei, portati in tavola due volte al mese. Tra questi: Croque monsieur dalla Francia, Fish and chips dal Regno Unito, Gulasch dall’Ungheria, Paella valenciana dalla Spagna, Wiener schnitzel dall’Austria. Lo scopo dell’iniziativa sarebbe quello di promuovere la multiculturalità gastronomica ed infondere nei bambini un senso di appartenenza all’Unione Europea. Inoltre, come affermato dall’ex assessore capitolino alla Scuola, Alessandra Cattoi, i menù presentati agli alunni saranno ben bilanciati da dietisti municipali.

Ma sono proprio i dietisti che ora sollevano dei dubbi sulla “bontà” dell’iniziativa. I vincitori del concorsone di Roma denunciano con un dossier la carenza di organico, il che non garantirebbe il corretto monitoraggio sulle materie prime impiegate dalle ditte di ristorazione. Iniziativa dunque lodevole negli intenti, ma problematica nell’attuazione pratica, tanto da far infuriare le mamme che denunciano piatti preconfezionati e di qualità scadente uniti a quantitativi insufficienti. Il risultato ad oggi è che i bambini tornano a casa affamati e scontenti.

La polemica si è estesa anche sul web a partire dal Movimento 5 Stelle che contesta in primo luogo la selezione delle pietanze che dovrebbero rappresentare i Paesi dell’UE, le quali sembrerebbero ridursi  a proposte da fast food, principalmente a base di carne (rosse e non biologiche) e patate. Virginia Raggi, consigliera pentastellata della Commissione Scuola dell’Assemblea Capitolina, afferma “noi siamo favorevoli all’arricchimento gastronomico, ma non all’impoverimento della dieta mediterranea, mascherato da un’iniziativa che vuole soprattutto ridurre i costi, senza preoccuparsi della qualità in tavola”. Il M5S ha quindi lanciato una petizione online contro i menù europei, prendendo spunto anche dalle numerose lamentele e denunce che arrivano dalle famiglie dei bambini e dai pareri poco positivi degli stessi dietisti municipali e del personale di ristorazione. A dimostrazione dello scarso risultato ottenuto finora dall’esperimento romano le foto sui social network diffuse dalle mamme dei bambini che illustrano la situazione: piatti unici dalle porzioni misere, wurstel e patatine, salsicce con pelle.

Dopo le furiose polemiche, però, un passo indietro è stato fatto. Il menù europeo sarà accompagnato da un primo piatto italiano, così da evitare che i bambini restino a bocca asciutta. Questo è quanto ha deciso il neo assessore alla scuola di Roma Capitale, Paolo Masini dopo l’incontro di mercoledì 21 gennaio con le 11 ditte che preparano i pasti per le scuole romane. L’assessore promette che “a febbraio verranno rinnovati gli appalti per i controlli esterni” e afferma che “si tratta di un bel progetto” probabilmente non apprezzato fino in fondo “perché non c’è stata una sufficiente conoscenza. Abbiamo intenzione di integrarlo e illustrarlo meglio a genitori e insegnanti”.

di Laura Guarnacci

24 gennaio 2015

 

 


LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here