Parigi, assalto a giornale satirico Charlie Hebdo. 11 vittime

Parigi, assalto al giornale satirico Charlie Hebdo. Registrate 11 vittime. Sembrerebbe che gli autori della strage siano stati due uomini incappucciati e vestiti di nero, introdottisi nella sede del giornale francese famoso per il suo stile ironico e provocatorio. Hanno poi iniziato il fuoco con dei kalashnikov compiendo una strage. La procura ha confermato il bilancio iniziale di 11 morti. Almeno 30 sono stati i colpi di arma da fuoco esplosi sul Boulevard Richard-Lenoir, come riferito da alcuni testimoni della tragedia.

Per Hollande si tratta di un attentato terroristico, infatti, come riporta un giornalista francese, Martin Boudot, gli uomini armati gridavanoAllah u Akbar“, lo testimoniano le immagini girate e trasmesse dallo stesso Boudot su France Televisions. Per questo il governo francese ha deciso l’immediato aumento del livello di allerta per attentati terroristici in tutta l’Ile-de-France, la regione di Parigi.  Scuole, edifici pubblici e redazioni di giornali sono stati posti sotto il presidio di Polizia e gendarmi, per garantire la massima sicurezza.

Holland commenta la vicenda: “Un atto di una barbarie eccezionale, senza dubbio un atto terroristico“. Lo dice proprio davanti al luogo dell’attacco contro “Charlie Hebdo”, costato la vita a 11 persone, mentre ci sono quattro feriti gravi. “Reagiremo con fermezza“, ha assicurato Hollande, che per le 14 ha convocato una riunione all’Eliseo.

Anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, venendo a sapere dell’attacco a Charlie Hebdo, ha voluto spendere qualche parola in segno di solidarietà con la Francia: “È un atto terroristico di dimensioni pazzesche, il governo italiano manifesta al popolo e al governo francese solidarietà e vicinanza“. Questo il primo commento di Gentiloni. “La cosa più grave“, ha aggiunto, “oltre alla dimensione pazzesca, è che si rivolge verso una testata libera e una voce importante e potrebbe inserirsi in un quadro di azioni terroristiche contro le vignette pubblicate in questi giorni“.

7 gennaio 2015

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