Per la Cassazione consumare cannabis in gruppo non è più reato


Una sentenza particolare e che finirà sicuramente per far discutere: la Corte di Cassazione si è espressa in maniera indiretta pochi giorni fa in merito al consumo di cannabis, riconoscendo come l’acquisto di quest’ultima per un consumo di gruppo non sia punibile. Le condizioni da rispettare non mancano. La sentenza di cui si sta parlando è la 532/14. I giudici di Piazza Cavour hanno di fatto condannato due giovani con l’accusa di spaccio: in realtà, la Cassazione non ha assolto nessuno, ma ha confermato la colpevolezza di due imputati, rei di aver fornito delle versioni discordanti sulle quantità della sostanza che pensavano di ricevere.

In aggiunta, su queste persone ha pesato il valore della cannabis e il fatto di aver invertito la marcia dell’auto di fronte alla polizia. Questo vuol dire che l’utilizzo della droga di gruppo non ha alcuna rilevanza quando uno dei consumatori acquista collettivamente per tutti. I paletti sono però diversi: chi l’acquista la cannabis, infatti, deve anche essere uno degli assuntori della sostanza, inoltre bisogna conoscere sin da subito i mandanti, i quali devono contribuire all’acquisto con i loro soldi.

Non c’è consumo di gruppo quando manca la prova certa che vi sia un accordo su luogo e tempo in cui consumare la droga, in assenza di passaggi intermedi. Qualche anno fa la cosiddetta legge Fini-Giovanardi considerava spacciatore chiunque, anche la persona sorpresa ad acquistare la cannabis per sé e un gruppo di amici. Questa pagina è stata ora definitivamente cancellata e il discusso consumo subirà inevitabilmente delle modifiche.

13 gennaio 2015

1 COMMENTO

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