Tortosa (PSI): “Risorse per Roma ha sprecato fondi UE”


Cinquanta tirocini finanziati dal Fondo Sociale Europeo e destinati a lavoratori svantaggiati, a neo-laureati, a neo-diplomati, a disoccupati sotto i 50 anni, anche disabili, e a quelli in mobilità: un’occasione d’oro buttata al vento da Risorse per Roma“. L’accusa la lancia Oscar Tortosa, capogruppo del Partito Socialista Italiano al Consiglio della Regione Lazio e vice presidente della Commissione Attività Produttive al Consiglio della Regione Lazio. “Colpa del nuovo cda della società controllata al 100% dal Campidoglio che ha annullato il bando che aveva preso il via l’11 luglio dello scorso anno e alla cui prova preselettiva del 26 settembre avevano partecipato 1.071 candidati. Un annullamento che ha pregiudicato l’erogazione dei fondi e che impedirà alla società di recuperare risorse preziose per le casse di Roma Capitale e di sbrogliare finalmente migliaia di pratiche bloccate da anni in materia di abusi e condoni. La maggior parte dei tirocinanti, infatti, si sarebbe dovuta occupare per 6 mesi di condono edilizio, campo in cui Risorse per Roma vanta un arretrato di oltre 230 mila pratiche, consentendo un rientro stimato di circa 2 milioni di euro“.

Sarebbe bastato al nuovo cda, insediatosi il 6 ottobre scorso, risolvere la questione della nomina della Commissione di Valutazione che avrebbe dovuto giudicare gli esiti della prova già effettuata. Ma il nuovo presidente Massimo Bartoli – dice polemicamente Tortosa – fedelissimo del Sindaco Marino, alla ribalta della cronaca in questi giorni per il suo super-compenso comprensivo di super-indennità, che lo portano al guadagno record di 215.875 euro annui, il più alto fra tutti quelli delle società controllate dal Campidoglio, ha pensato bene di buttare al macero questa straordinaria occasione di formazione e avviamento al lavoro per i cittadini del Lazio“. E si chiede: “In un momento di gravissima crisi occupazionale, soprattutto di quella giovanile, veder sprecate opportunità come questa è inaccettabile. Possibile che la società abbia preferito sacrificare il destino dei tirocinanti senza trovare una soluzione amministrativamente corretta che portasse a conclusione la valutazione dei candidati? E sono preoccupato dal silenzio politico di questa vicenda che azzoppa nuove speranze di lavoro per molti“.

27 gennaio 2015

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