Urbanistica, Caudo al Maxxi con Roma: aspettative e trasformazioni


Provare a immaginare Roma da qui al 2025 con uno sguardo dall’esterno ma attraverso la fotografia di oggi del territorio nel suo insieme. Questo l’obiettivo di “Roma e la città contemporanea: una fotografia di oggi, aspettative di trasformazione e scadenze future”, il primo appuntamento con il workshop tenutosi questo pomeriggio al Maxxi di via Guido Reni, che coinvolge ventiquattro gruppi di lavoro di università italiane e internazionali. Al dibattito ha partecipato l’assessore all’Urbanistica, Giovanni Caudo, e lo scrittore Marco Lodoli. “Si tratta di un laboratorio promosso dall’Assessorato alla Trasformazione urbana – ha spiegato Caudo – Un lavoro nato con l’obiettivo di guardare al territorio abitato di Roma. Credo sia necessario che Roma ricominci a guardare in prospettiva. Entro il 2015 vogliamo offrire temi che spostano il ragionamento in avanti attraverso un’attività quotidiana, offrire una griglia di lettura ma anche calare questo percorso in un concreto lavoro amministrativo. Questa griglia è di 50 km per 50 km. Ai gruppi chiediamo di provare a individuare fermenti e immaginare Roma da qui al 2025 per uno sguardo dall’esterno come in una ‘comunità di lettori del territoriò dove si elabora anche il termine ‘progettò che va riconfigurato. Non è qualcosa che non esiste ma è anche qualcosa che serve a superare l’ostacolo che mi sta davanti. Non è una dimensione proiettiva, la capacità di risolvere il problema che ci sta davanti. Dobbiamo cambiare l’etimologia del termine ‘progettò”. Per Caudo “noi abbiamo ancora il complesso della compiutezza, un complesso incompatibile con la città perchè la città è qualcosa di costantemente incompiuto e in evoluzione». Un dibattito che ha attraversato diversi temi: dalla progettazione al valore che delle piazze come spazi integrati con il territorio alla concetto di città intesa nel suo significato più esteso fino all’ambizione internazionale della Capitale. «Il termine periferia nel caso di Roma – ha detto l’assessore – si dovrebbe declinare in cerchio, è un qualcosa che individua tante circonferenze, che individua un dentro e un fuori”. Per Caudo “è fondamentale l’ambizione internazionale che ha Roma e che viene continuamente valutata nel contesto internazionale. Il traguardo da qui a dieci anni è intercettare ciò che avviene nei processi di trasformazione che ci stanno intorno e fuori dal nostro Paese. Con questo progetto e dibattito di oggi chiediamo di prendere atto che Roma è cresciuta a dismisura rispetto a quella di 20 anni fa e vogliamo che si arrivi a una rappresentazione complessiva di quello che è successo in questi anni”.

di Laura Guarnacci

23 gennaio 2015


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