Arrestato Domenico Pagnozzi: uccise rivale in cambio di un orologio


Arrestato dopo 13 anni Domenico Pagnozzi, il reggente romano della camorra e braccio destro di Michele Senese. È stato arrestato due giorni fa grazie a una straordinaria operazione dei Carabinieri che hanno smantellato il clan nella capitale, ed è stato “pagato” con un orologio nel corso di un pranzo da Senese. Domenico Pagnozzi, personaggio chiave della malavita capitolina, è rimasto libero e impunito per 13 anni prima che la giustizia lo riconoscesse come il killer di Giuseppe Carlino.

Quello di Carlino fu solo uno dei tanti delitti efferati che insanguinarono il litorale romano, a Torvajanica. Ed è solo grazie alla tenacia del pubblico ministero Luca Tescaroli che nell’ottobre del 2014, Michele Senese, Domenico Pagnozzi e gli altri che parteciparono all’agguato, sono stati condannati all’ergastolo per omicidio con l’aggravante della mafiosità. A tracciare la pericolosità del soggetto sono le stesse parole dei magistrati che hanno firmato la sua condanna.

Tutto iniziò nel 1997, quando i fratelli Carlino uccisero il fratello di Michele Senese, Gennaro, colpevole di andare a letto con la moglie di uno dei due Carlino. Tra loro c’era un rapporto di affari, e il fatto che Gennaro Carlino andasse a letto con la moglie di uno dei Senese era punibile con la morte. Inoltre, come stabiliscono le regole del clan, sarebbero dovuti morire sia Gennaro Senese sia la moglie di Carlino, entrambi colpevoli del tradimento. Ma Giuseppe Carlino non uccise la moglie del fratello e venne additato come un uomo “senza onore”, tanto che Senese diede ordine di ucciderlo.

Nel 2001 Domenico Pagnozzi e un complice aspettano Carlino sotto casa e lo uccidono a colpi di pistola proprio sotto gli occhi della madre. “Un mese dopo l’omicidio“, come raccontano le carte, “un pentito partecipò a un pranzo in cui vi era Pagnozzi e Senese, nel corso del quale quest’ultimo gli regalò un orologio in oro come ringraziamento per l’omicidio Carlino“. Senese si serviva di Pagnozzi perché “un omicidio camorristico a Roma è difficile che un romano lo fa, è un caso raro. Chi lo può commettere è solo un camorrista affermato“. Come lo era Domenico Pagnozzi.

Il caso fu archiviato e riaperto diverse volte negli anni, dal 2003 al 2007, oppure dal 2010 al 2011. Ma infine, il pm Luca Tescaroli, che non si è mai arresto, il 24 febbraio 2014, malgrado le astuzie dei difensori, ha ottenuto l’ergastolo per quell’omicidio. Ma nel frattempo, in questi 13 anni Domenico Pagnozzi, ha continuato a governare Roma.

12 febbraio 2015


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