Quartiere a luci rosse all’Eur, Rienzi (Codacons): “Primo passo verso regolamentazione”

Positivo il feedback che arriva dal presidente del Codacons Carlo Rienzi sul progetto del primo quartiere a luci rosse all’Eur, esperimento che partirà ad aprile prossimo. “Finalmente un primo passo verso la regolamentazione di un settore, quello della prostituzione, che genera un mercato da 3,6 miliardi di euro all’anno in Italia” afferma Rienzi. “Da tempo si avvertiva a Roma la necessità di un cambiamento teso a garantire un maggior decoro sulle strade e maggiori controlli su chi esercita tale professione. È indispensabile però che questo esperimento veda coinvolti anche i cittadini e le associazioni che rappresentano i ‘sex workers'”. “Per tale motivo chiediamo oggi al sindaco Ignazio Marino – continua Rienzi – di far partecipare al progetto il Codacons e l’Associazione per i diritti civili delle prostitute Lucciole.org, che lo scorso dicembre hanno presentato un apposito disegno di legge per regolamentare la prostituzione e offrire garanzie e tutele a lavoratrici e clienti”. Secondo i dati raccolti dal Codacons, nel nostro Paese il giro d’affari del mercato del sesso è stimato in 3,6 miliardi di euro annui. 90.000 sono gli operatori del sesso per 3 milioni di clienti. Nel periodo 2007-2014 il mercato del sesso ha visto un aumento del fatturato del 25,8% (+740 milioni di euro), così come è cresciuto del 28,5% il numero di soggetti dediti alla prostituzione e la clientela, aumentata del 20%(+500.000 cittadini). Accanto a questi dati emerge una riduzione del numero di prostitute che operano in strada (pur rappresentando ancora il 60% del totale) e un aumento di coloro che decidono di operare in luoghi chiusi. Resta da evidenziare che il 10% delle prostitute operanti in Italia è minorenne, mentre il 55% è costituito da ragazze straniere, provenienti principalmente dai paesi dell’Europa dell’Est (Romania, Bulgaria, Ucraina) e dall’Africa (Nigeria in testa). In forte crescita la presenza di prostitute cinesi che svolgono prevalentemente la propria attività al chiuso (case, centri massaggi, ecc.).

di Laura Guarnacci

7 febbraio 2015

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