Rome&You, arriva il nuovo logo relazionale di Roma Capitale


Claim in inglese ROME&YOU, cinque bolle cromatiche “destinate a esplodere” questo è il primo logo apparso con un tweet e poi è arrivata l’immagine coordinata. “Vuole creare rapporto intimo e personale con la città, tutto pronto per presentare la nuova identità visiva”. L’idea di cambiare l’immagine di Roma per restituire immediatezza ed efficacia sul piano comunicativo prende il via con una delibera di giunta approvata lo scorso ottobre; l’incarico è stato affidato alla società Inarea ed è stata presentata al Macro di via Nizza alla presenza del sindaco Ignazio Marino, dalla presidente dell’Assemblea Capitolina Valeria Baglio, dall’assessore alla Comunicazione Alessandra Cattoi, dall’assessore Roma Produttiva Marta Leonori, dall’assessore alla Cultura e Turismo Giovanna Marinelli, e da Antonio Romano di InArea, la società che ha disegnato i marchi.

Non è un’operazione dal contenuto ideologico ma il riconoscimento del nome che per tremila anni ha reso nota la città considerata Caput mundi – ha spiegato il sindaco Ignazio Marino – Roma è Roma e non ha bisogno di altri attributi o aggettivi”. “Il brand si propone come una visione nuova della città che trasmettiamo all’esterno” ha ribadito il sindaco Ignazio Marino nel fare la presentazione del nuovo logo.

Roma perde la dicitura “Capitale” e la sua corona, puntando su una doppia visione: da una parte quello «istituzionale» con una dicitura più diretta «Roma», che rimane sui documenti ufficiali, affiancata dallo storico scudetto giallo e rosso con la scritta SPQR; dall’altra quello «relazionale» nel quale lo scudetto perde la sua corona a favore di cinque palline colorate e del claim Rome&You. Il claim «Rome&You» invece, nasce dalla necessità di sottolineare l’esperienza unica e personale che Roma offre. L’intero costo dell’operazione è di circa 20 mila euro.

Parlando invece dell”assenza della dicitura ”Capitale”, Marino ha tenuto a dire che, “ Roma è la Capitale della nostra Repubblica, nei documenti ufficiali rimane, come è giusto che sia, la dizione Roma Capitale, ma nessuno dice, per esempio, London Capital City o Washington Capital City e questo credo che sia ancora più forte per una città come Roma il cui nome è ancora più evocativo di storie personali, sogni, vicende, desideri in ogni parte del pianeta”.

La prima uscita pubblica del nuovo logo relazionale sara” alla Bit di Milano che inaugurera” il 12 febbraio.

 

di Federico Purificati

11 febbraio 2015


2 COMMENTI

  1. […] Rome&You, arriva il nuovo logo relazionale di Roma Capitale Santori: “Tagli alla cultura, nuovo logo del turismo è offensivo e antiestetico” Al Foro Italico presentato il nuovo logo del Coni Roma, possibile cambio di logo: via la lupa sul capitello Rozzo, duro e pericoloso: Federer sconvolto dal traffico della Capitale Candy Candy con l’elmetto, ecco il nuovo logo di Ostia Cristina D’Angelo guiderà la Protezione Civile di Roma Capitale Sabato 11 ottobre a Roma ‘capitale’ della Giornata europea della donazione di organi […]

  2. Forse doveva essere “ROM and you”?
    Mi sembrerebbe più adatto, viste le preferenze di Marino.

    Questa tendenza al massacro delle tradizioni, della cultura e della storia che abbiamo come retaggio millenario da parte del nostro (purtroppo) sindaco, sta causando e causerà sempre di più la perdita dell’identità ed unità culturale (e certo non politica) che ha da sempre contraddistinto l’Italia e per essa Roma, con buona pace di Marino.

    Forse lui desidera un’Italia internazionale a tal punto da essere tristemente uguale alle altre nazioni, ma io proprio no, e credo che siamo in tanti a pensarla nello stesso modo.

    Una piccola considerazione: perchè il logo soltanto in inglese? Se io fossi un tedesco, un indiano, uno spagnolo, un arabo, un cinese, o peggio ancora un francese, mi sentirei profondamente offeso, ignorando il solito luogo comune che l’inglese lo parlano tutti (il che non è assolutamente vero).

    E per finire la foto per la presentazione ufficiale, con Marino e le quattro signore a lui affiancate (non so se in base ad un principio meritocratico, o soltanto perchè fa tanto politicamente corretto dare visibilità a “l’altra metà del cielo”), con lo squallore dei gambaletti alla Robin Hood con gli stessi colori delle 5 palle del neo-logo.
    Ma neanche alla Standa (buonanima!) avrebbero avuto il cattivo gusto di pensare ad una cosa simile.

    Forse la nostra giunta crede che questo sia quanto basti per incrementare il turismo straniero, ma evidentemente non hanno le idee chiare su cosa vorrebbero i turisti dalla nostra città.
    E per creare questo abominio hanno speso anche parecchi soldi (nostri!).

    Basta, è ora di finirla:
    “Marino, go home” (in inglese, così lo facciamo contento).

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