Atac, Improta: “È ora che i lavoratori facciano la loro parte con turni più lunghi”

Partiamo da un dato di fatto: in queste vicende ci sono i tifosi, invece noi Istituzioni dobbiamo difendere le regole: ci sono dei tempi e delle procedure da rispettare, così come il diritto delle persone accusate di potersi difendere nelle sedi e nei modi opportuni. Anche il sindaco Marino ha parlato di pene severe e di licenziamenti, ma lo ha fatto perché il suo valore guida è il rispetto per i cittadini. Era quindi solo un orientamento che stiamo seguendo e che, in qualità di sindaco, è assolutamente legittimato ad esprimere. Era chiaro da subito che venerdi 17 ci fosse stato qualcosa di anomalo, io infatti ho parlato di agguato, e non smentisco. Lo sciopero è un diritto dei lavoratori, non un motivo per fare la conta dei numeri delle varie sigle sindacali. Credo che quello sciopero sia stato una prova generale per provare a catturare dipendenti di altre sigle, visto che, forse questo i cittadini non lo sanno, a giugno si andrà al rinnovo delle rappresentanze sindacali. Le sigle che hanno scioperato Venerdì sono rispettabilissime, ma minoritarie in ATAC, non avevano numeri per far preoccupare l’Azienda sul rischio di eventuali interruzioni di servizio sulla Metro A, come invece avvenuto“. Così, l’assessore capitolino alla Mobilità Guido Improta, ai microfoni di Radio Roma Capitale. “Il tema – prosegue – non è tanto l’accordo con le sigle sindacali maggiormente rappresentative, noi con loro già abbiamo un accordo, sanno che Atac sta vivendo una situazione molto delicata, sanno che abbiamo sottoscritto impegno a mantenere Atac pubblica fino al 2019, sanno che in un Bilancio di lacrime e sangue il nostro è l’unico settore che ha ricevuto più fondi, e sottolineo anche parecchi. Ora però è arrivato il momento che i lavoratori facciano la loro parte, ovvero devono guidare di più, turni più lunghi, potenziare il servizio e renderlo più affidabile, non solo in previsione dei grandi eventi, ma per la quotidianità e per i cittadini romani che in tutti i sondaggi indicano nel Trasporto Pubblico (e nella pulizia della città) i due punti fermi per migliorare la qualità della loro vita. In Atac la maggioranza dei dipendenti è silenziosa e laboriosa, che cerca di fare il meglio in condizioni disagiate, con mezzi vecchi e sporchi. Questo lo ribadisco perché sui giornali si è letto solo del caos creato da una minoranza dei lavoratori che comportandosi in quel modo ha gettato discredito su tutta l’Azienda“.

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