Nomadi, ecco il Rapporto Annuale 2014 dell’associazione 21 luglio: “Roma Capitale degli sgomberi forzati”


Ecco il Rapporto Annuale 2014 dell’Associazione 21 luglio, che denuncia quanto avviene in Italia, nazione che dal 2000  è definita “il Paese dei campi”. Nel rapporto l’associazione denuncia quanto avviene nel territorio e “la politica segregante volta a gestire e a mantenere un sistema abitativo parallelo per soli rom, ovvero su base etnica”. Ne sa qualcosa Roma, che ha speso ben 22 milioni per mantenere questo sistema, secondo l’associazione.

“I ‘campi nomadi’ formali rappresentano da anni un’anomalia tutta italiana. Buona parte di essi rientra nella definizione di “baraccopoli” adottata dalla UN-HABITAT delle Nazioni Unite. Sono diversi gli elementi di criticità che, da Torino a Palermo – passando per Roma e Napoli – vengono riscontrati e che li accomunano come luoghi di violazione dei diritti umani.

A Roma nel 2013 sono stati spesi oltre 22 milioni di euro per mantenere il sistema dei “campi” e dei centri di accoglienza per soli rom. Tale cifra, di per sé difficilmente giustificabile per un sistema che lede ripetutamente i diritti umani, assume un’entità maggiormente preoccupante se comparata con quanto il Governo italiano ha dichiarato di avere destinato a politiche di inclusione rivolte ai rom nel documento presentato in sede di Revisione Periodica Universale presso le Nazioni Unite (senza specificare l’arco temporale): 19.830.000 €.

Nel 2014, secondo i dati raccolti dall’Osservatorio 21 luglio, dei 443 episodi di discorsi d’odio contro i rom registrati in totale, l’87% è riconducibile a esponenti politici. L’antiziganismo non è un fenomeno a impatto neutrale, non si limita a una mera questione di opinione, ma ha delle gravi ripercussioni – più o meno evidenti – che lo connotano come un fenomeno altamente pericoloso.

La città di Roma – dove risiede un quinto dei rom in disagio abitativo in Italia – rappresenta la cartina di tornasole delle politiche rivolte nel nostro Paese nei confronti di rom e sinti. Nella Capitale il 2014 resta impresso nella memoria come l’anno di Mafia Capitale dove finalmente è emerso in forma dirompente come – riprendendo le parole di Salvatore Buzzi – «i zingari rendono più della droga». Roma è la Capitale dei «villaggi della solidarietà» e la Capitale degli sgomberi forzati – trentaquattro nel solo 2014. Azioni di sgombero funzionali ad acquisire consenso, lesive dei diritti umani e dispendiose dal punto di vista economico. L’esempio della sgombero forzato di via Val d’Ala, realizzato il 9 luglio 2014, è emblematico. Il “gioco dell’oca” – spiega l’associazione 21 luglio – che ha portato 39 rom dall’insediamento di via Val d’Ala alla protesta davanti agli uffici comunali e municipali, e poi nell’ex Fiera di Roma, e poi al rimpatrio in Romania, e poi, dopo 8 mesi, nell’insediamento di via Val d’Ala – punto di partenza – è costato quasi 170.000 euro. Amministratori incapaci da 20 anni di conoscere ed affrontare la situazione abitativa di 8.000 rom, dirigenti inadeguati, alcuni elementi di un associazionismo interessato al guadagno. Sono questi gli attori chiave delle politiche romane che hanno scandito il 2014 come l’anno delle contraddizioni.

Nel corso del 2014 a Roma sono stati documentati 34 sgomberi forzati, che hanno coinvolto circa 1.135 persone per una spesa stima di 1.315.000 euro. A differenza dell’Amministrazione precedente, guidata da Gianni Alemanno, quando gli sgomberi forzati venivano ordinati anche dal Dipartimento Politiche Sociali, nel corso del 2014 la quasi totalità degli sgomberi forzati sono avvenuti su impulso del Gabinetto del Sindaco. La soluzione alternativa, quando proposta, ha generalmente previsto la separazione dei nuclei famigliari oppure la collocazione in un centro di accoglienza per soli rom, entrambe soluzioni ritenute inadeguate. Solo in rarissimi casi è stata offerta l’accoglienza in centri di accoglienza generici (non riservati a soli rom). Tra le singole operazioni che hanno coinvolto numeri particolarmente consistenti di persone, si evidenziano: lo sgombero forzato del primo aprile 2014 in via del Cappellaccio, nel quartiere EUR (circa 140 persone), lo sgombero forzato del 29 aprile 2014 in zona ponte Marconi (circa 120 persone), lo sgombero forzato del 28 agosto 2014 in via Asciano, quartiere Magliana (circa 150 persone).

Nel 2015 – conclude l’associazione 21 lulgio – si attende la pronuncia del Tribunale Civile di Roma riguardo a un’azione legale promossa da Associazione 21 luglio e ASGI (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione) contro il Comune di Roma e il Ministero dell’Interno con l’obiettivo di riconoscere la natura discriminatoria e quindi l’illegittimità del «villaggio della solidarietà» La Barbuta”.


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