Ridurre il sale a tavola si può e parte tutto dall’educazione

L’educazione è l’arma migliore per ridurre il consumo di sale e i giovani, in questo, giocano un ruolo chiave.

Per la prima volta, uno studio suggerisce come i bambini possano aiutare i propri familiari a ridurre il sale a tavola. Lo studio, chiamato School-EduSalt, è stato portato avanti nel Nord della Cina, all’interno di 28 scuole primarie e ha coinvolto circa 280 studenti e oltre 500 familiari. Il gruppo di ricerca era composto da ricercatori del Wolfson Institute of Preventive Medicine di Londra e del George Institute for Global Health di Pechino. L’obiettivo è stato quello di analizzare gli effetti di un programma di educazione in merito ai rischi di un eccessivo consumo di sale e dei benefici di una dieta a basso tenore di sodio tra i bambini delle scuole elementari, ai quali è stato chiesto di riportare le nozioni apprese anche all’interno delle famiglie di appartenenza. I partecipanti sono stati suddivisi in 2 gruppi: uno dei due è stato sottoposto ad alcune lezioni educative sul sodio per la durata di un trimestre, l’altro a nessun intervento. E’ stato chiesto loro di descrivere le proprie abitudini alimentari e sono stati sottoposti a una serie di valutazioni, tra cui la misurazione della pressione arteriosa e della concentrazione di sodio nelle urine, indice diretto del consumo di sale.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sul British Medical Journal e hanno dimostrato un netto miglioramento delle abitudini alimentari nel gruppo che ha usufruito del programma di educazione. All’inizio dello studio la quantità media di sale assunta dai bambini sottoposti alle lezioni era 7,3 grammi al giorno e 6,8 grammi al giorno per gli altri. Per quanto riguarda i genitori, i valori erano pari a 12,6 grammi al giorno nel gruppo coinvolto nei corsi e 11,3 grammi al giorno per gli altri. Alla fine dello studio, nelle famiglie dei bambini che hanno seguito i programmi educativi, si è registrata una diminuzione dell’assunzione di sale pari a circa un quarto. Tra i bambini il valore è sceso in media di 1,9 grammi al giorno, mentre tra i loro genitori di 2,9 grammi. Al contrario, nel gruppo che ha mantenuto  le proprie abitudini, i valori sono stati leggermente superiori rispetto a quelli iniziali.

Risultati positivi sono stati ottenuti anche per quanto riguarda i valori della pressione arteriosa. Nei bambini che hanno seguito i corsi, la pressione media era scesa di 0,8 millimetri di mercurio, e tra i genitori di 2,3 millimetri, mentre tra gli altri non si sono registrate variazioni positive ma solo di segno negativo, anche se non statisticamente significative.

Secondo i ricercatori, questa importante riduzione dell’introito di sale potrebbe prevenire approssimativamente 400mila casi di eventi cardiovascolari in Cina, la metà dei quali sono fatali. Il programma di educazione potrebbe dunque aiutare la popolazione cinese ad avvicinarsi all’obiettivo fissato dall’OMS di una riduzione del consumo di sale del 30% entro il 2025.

di Laura Guarnacci

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