Fiera di Roma, Di Paolo: “Campidoglio dica se progetto è fallito”


“Il Comune di Roma diserta l’audizione sulla Fiera di Roma: se non c’è la volontà di sostenere il polo fieristico, allora è bene dirlo. Si dichiara che il progetto è fallito e si chiude”. Lo ha detto, in una nota, il consigliere regionale del Lazio Pietro di Paolo durante l’audizione in commissione commercio in Consiglio regionale.

“Avevo chiesto questa audizione – ha aggiunto – per capire a che punto fosse la delibera capitolina di valorizzazione della ex Fiera di Roma ma l’assenza del Campidoglio di fatto ha impedito di poter fare una discussione concreta. Smetterò di chiedere convocazioni se questo è l’atteggiamento del Comune dal quale non arrivano ancora risposte. All’assemblea dei soci di aprile la Regione Lazio era assente, idem Roma Capitale, intanto la procedura di concordato va avanti e 27 lavoratori a giugno perderanno il lavoro. Di questo passo il rischio è che la procedura di mobilità finirà per investire tutti i lavoratori di Fiera. Anche la Camera di Commercio, in qualità di socio di maggioranza, sebbene distratta dal dibattito sul rinnovo dei vertici camerali, dovrebbe prendere posizione sul futuro del quartiere fieristico; così come pure la Regione Lazio dovrebbe dire con chiarezza se crede ancora in questo investimento oppure no. L’unico dato di fatto, ad oggi, è che la contrarietà di Sel alla delibera capitolina sulla valorizzazione dell’ex Fiera di Roma nella migliore delle ipotesi allungherà sine die i tempi di approvazione, nella peggiore la bloccherà in modo definitivo. E senza quella variante urbanistica non c’è alcuna prospettiva per la nuova fiera di Roma. Se è questo che si vuole, si abbia il coraggio di dirlo. Fine della corsa.

“Troppi imperdonabili errori – ha concluso Di Paolo – sono stati commessi, da quando il quartiere fieristico è stato inaugurato nel 2006, a causa dell’inerzia dei soci e di una cattiva gestione e programmazione da parte della governance: bilanci sempre in perdita, entrate al di sotto delle aspettative, incapacità di essere all’altezza di altre realtà fieristiche nazionali e internazionali, la minaccia costante della subsidenza, per non parlare del degrado e il mancato adeguamento infrastrutturale. Ce n’è abbastanza per un corposo dossier che arriverà nelle prossime settimane”.

Lavoratori: occuperemo aule – “Perché nessuno risponde alle nostre iniziative? Noi abbiamo scritto a tutti, nessuno ci scrive, nessuno ci convoca o prende decisioni sui 23 lavoratori coinvolti nella procedura di mobilità. L’ultimo stadio è andare ai consigli regionali e comunali e, dove sara possibile, occupare” le Aule. A minacciarlo, i rappresentanti delle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che hanno partecipato, al fianco dei lavoratori della Fiera di Roma, alle audizioni che si sono svolte oggi in Commissione Commercio, alla Pisana. Ad essere ascoltati in commissione: l’amministratore unico di Fiera di Roma Maurizio Mannocchi, il presidente di Investimenti S.p.A Lorenzo Tagliavanti e l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Guido Fabiani. Assente, seppur convocata, l’assessore alla Roma Produttiva Marta Leonori.

“La Fiera sta andando sempre più in agonia e ogni tanto le si dà una boccata d’ossigeno per farla sopravvivere, mentre inesorabilmente va incontro alla morte. Va chiusa? Se è così, assumetevi la vostra responsabilità, ditelo e fatelo – proseguono i rappresentanti dei lavoratori – La prossima settimana andremo in Regione, ma a discutere di che? Di una procedura che secondo noi non è valida? O di 23 lavoratori che rischiano il posto? Le beghe politiche non possono intaccare le vite umane che lavorano in Fiera”.

I sindacati hanno poi fatto riferimento allo sciopero proclamato in concomitanza dell’inaugurazione del Congresso Internazionale di Reumatologia, in programma a giugno alla Fiera di Roma. È chiaro che proclamiamo lo sciopero vista la situazione”, hanno ribadito.

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