Occupavano appartamenti su commissione al Tuscolano, 17 arresti

Occupavano appartamenti su commissione al Tuscolano, con a capo una donna 64 enne, dedita alla gestione di questi commercio illegale. Sono stati effettuati 17 arresti per mano degli agenti di Polizia del Commissariato Tuscolano, i quali hanno posto fine ad altri eventuali affari propri dell’organizzazione, durante il mese di aprile.

Le persone coinvolte nel caso occupavano appartamenti su commissione al Tuscolano, all’incirca una ventina di episodi si sono verificati nel quartiere. Questa organizzazione era ben fornita. Infatti, veniva contattato perfino un fabbro per poter forzare la porta di ingresso delle abitazioni prescelte. Queste venivano vendute per le somme che oscillano dai 4 mila ai 20 mila euro, preferibilmente a cittadini stranieri. I malviventi che occupavano appartamenti su commissione al Tuscolano li sceglievano in base al loro stato di abbandono o di proprietà pubblica, grazie anche all’intervento di una dipendente dell’Ex Catasto, inserita all’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima, infatti, aveva il compito di indicare, senza intaccare in problematiche, le abitazioni più idonee, in cambio di regali.

Ecco come i poliziotti, ad indagini concluse, sono riusciti a delineare i compiti ben stabiliti e posti in atto da ciascun individuo, all’interno del sodalizio ampio e complesso. Dunque, sono state emesse 17 misure cautelari sottoscritte dal gip Giovanni Giorgiannini. Tra gli indagati, sei sono finiti in carcere, mentre dieci sono quelli posti agli arresti domiciliari e una soltanto ha il divieto di dimora nella Capitale. Quest’ultima si tratta dell’addetta all’Agenzia delle Entrate, residente a San cesareo, dipendente nell’organico del Settore Servizi all’Utenza. Ora sospesa dalla sua carriera lavorativa.

A capo di questa organizzazione si trovava una signora 64 enne, sostenuta dai suoi familiari, come la figlia 42 enne, il nipote di soli 22 anni e il compagno 44 enne della donna. Tutti loro sono finiti in manetta e si trovano in galera.

Gli agenti di Polizia sono riusciti ad individuare questa piramide di traffici illeciti grazie ad una telefonata anonima, arrivata al Commissariato, durante la primavera del 2014. Di lì, fu avviata un’attività di indagine, condotta dal dirigente Domenico Sannino e successivamente al suo trasferimento ad Albano, dalla collega Irene Di Emidio. La persona anonima che telefonò agli agenti riferì un grosso e rilevante circolo di soldi falsi nella zona Tuscolana.

LE INDAGINI – Ecco che la Polizia apre il fascicolo di indagine ricorrendo alla prima semplice mossa, ossia quella di controllare l’utenza della medesima persona. Riescono ad rintracciare chiamate, le quali riferiscono “scarpe blu“, ossia un nome in codice per rappresentare banconote dal valore di 20 o 50 euro. I poliziotti annotano ogni passaggio e riescono a scoprire che il denaro vale il 30% del valore indicato dal taglio delle banconote. Durante l’indagine emerge come i medesimi soldi falsi siano andati a finire nelle casse di un Centro estivo di una parrocchia, frequentata dal figlio di uno degli individui indagati. Denaro utilizzato per pagare una gita. Ma le scoperte non terminano qui. Infatti, emerge anche la presenza di una rete dedita allo spaccio di droga, gestita da una signora piuttosto anziana, nonché titolare di un’impresa di apparecchi di refrigerazione e ventilazione. Si vendevano dosi di cocaina Peruviana, grazie alla quale la Polizia riesce ad arrivare a coloro che occupavano appartamenti su commissione al Tuscolano. Il tutto dall’anno 2013 fino agli ultimi mesi del 2014. I soldi, tra l’altro, venivano prelevati da uno degli indagati in Campania.

Nelle telefonate ascoltate dagli agenti vengono delineate sia le tentate, sia le riuscite invasioni di proprietà di Inps, di Fondazione Enasarco e Banca Bnl Paribas. Parecchi di questi episodi si sono verificati in via Pisone, via Rulliano, viale San Giovanni Bosco, via Stilicone, via Sulpicio, via Marchisio e viale Palmiro Togliatti. Occupavano appartamenti su commissione al Tuscolano, nei medesimi indirizzi e in diversi numeri civici, nonché in diverse scale dei condomini. Tutti movimenti monitorati attentamente dalla Polizia. Tanto che è stato evidenziato come prima di occupare le abitazioni, i responsabili eseguissero dei sopralluoghi, accompagnati dal loro fabbro di fiducia, al fine di analizzare accuratamente la situazione vigente. Così, potevano stabilire anche quali arnesi utilizzare per lo scasso delle porte di ingresso. Infatti, al momento dell’occupazione, venivano forzate o porte o inferriate.

Durante le irruzioni negli appartamenti occupati abusivamente, i poliziotti delle volte hanno trovato all’interno inquilini stranieri, i quali ignari di tutto, avevano pagato ma anche persone che hanno preferito assumersi le responsabilità, trattenendo a sé la denuncia inflitta per invasione di proprietà.

Questo il caso delle 17 persone coinvolte che occupavano appartamenti su commissione al Tuscolano.

Fonte: Il Tempo

 

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