Ospol, ai vigili 250 aggressioni l’anno. Subito tavolo su Polizia Locale

“Negli ultimi tre anni abbiamo avuto una media di 250 aggressioni l’anno verso il personale della polizia locale a Roma. Se a via di Salone invece di essere presenti due persone ce ne fossero state quattro o sei sarebbe diverso”. Lo dice all’Adnkronos Stefano Lulli, segretario romano dell’Ospol, precisando che alcune di questi episodi “sono legati anche a lacune organizzative da parte della dirigenza e al fatto che non è più possibile garantire la sicurezza cittadina con un organico ridotto all’osso».

Roma – “Su Roma siamo 5.950 persone a fronte degli 8.450 che dovremmo essere”, chiarisce Lulli. “È stata una continua progressione fino ad arrivare a questa situazione e al momento siamo ancora in attesa dell’esito del concorso del 2011 – aggiunge – Per questo in vista anche del Giubileo noi stiamo chiedendo di velocizzare le procedure. Si allenta la coperta e rimangono sguarniti i gruppi periferici”. Poi l’annuncio: “Sto scrivendo una lettera al sindaco, al prefetto e al comandante generale a cui chiediamo la convocazione d’urgenza del tavolo sulla polizia locale”.

Servizi di accoglienza – “Anche in merito ai servizi di accoglienza ai minori migranti, il personale non è dotato di strumenti neanche per prevenire eventuali contagi da malattie infettive – racconta – il sindaco emette l’ordinanza e segnala che dovremmo operare con le mascherine Mp3 e invece noi operiamo con le mascherine Mp1, che sono quelle che si usano per proteggersi dalla polveri sottili. Il comando dovrebbe preoccuparsi di farci avere la dotazione adeguata quando dispone questi servizi”.

Non rispettate le dotazioni individuali – “Insomma il sindaco emette le ordinanze per la salute pubblica e poi non vengono rispettate le dotazioni individuali per poter porre in sicurezza l’operatore, mancano gli strumenti di autotutela, manca la formazione, non viene fatta nemmeno la sorveglianza sanitaria sul personale, è una situazione che non è più tollerabile – aggiunge – Se entro pochi giorni non viene convocato il tavolo dichiareremo lo stato di agitazione”.

Serve numero congruo di uomini – “I servizi nei campi nomadi, i minori, il contrasto all’abusivismo sono obiettivi politici dell’amministrazione ma senza un numero congruo di uomini non è possibile fare questo tipo di servizi – spiega – andiamo a scoprire Tor Bella Monaca, Laurentino 38, dove il cittadino rimane abbandonato a se stesso. Se a via di Salone invece di essere presenti due persone ce ne fossero state quattro o sei sarebbe diverso. E poi queste sono tipologie di servizi che non sono di nostra competenza ma sono attività di ordine pubblico”.

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