Suicidio in una fabbrica ad Albano Laziale, la vittima era a rischio cassa integrazione


Un gesto estremo, dettato ancora dalla disperazione e dalla crisi economica. Un 34 enne di Aprilia si è suicidato impiccandosi all’interno dell’azienda per cui lavorava e che sembrava intenzionata a metterlo in cassa integrazione a breve. La moglie dell’uomo aveva segnalato la scomparsa due giorni fa in preda alla preoccupazione: l’auto del 34 enne è stata notata in un parcheggio nei pressi dell’azienda stessa, la Domus Dei di Albano Laziale, come raccontato dal quotidiano Il Mamilio, una fabbrica di oggetti sacri.

I Carabinieri della stazione locale hanno fatto la tragica scoperta dopo essere entrati nello stabilimento. L’uomo lascia un figlio piccolo di appena un anno e mezzo. Massimiliano Borelli, consigliere delegato al Lavoro della Città Metropolitana di Roma Capitale e presidente del Consiglio Comunale di Albano Laziale, ha commentato la vicenda:

Il rinvenimento ieri sera del corpo di un giovane ragazzo di 34 anni ad Albano Laziale, morto suicida nel luogo di lavoro, impone alla politica tutta ed alle istituzioni tempi rapidi ed azioni efficaci per far uscire dalla crisi il nostro territorio. È assurdo che a 34 anni ci si senta così soli e impauriti da togliersi la vita a causa, secondo le notizie che mi arrivano, di un avviso di messa in cassa integrazione. Non possiamo permetterci questo stillicidio di posti di lavoro persi, ma soprattutto non possiamo permettere che un ragazzo si senta perso per la perdita del posto di lavoro. Dobbiamo costruire percorsi efficaci e di qualità per ridare lavoro a chi lo perde e strumenti di sostegno al reddito forti che diano speranza e sicurezza a chi cerca un nuovo impiego“.


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