Aperta la casa di Alberto Sordi, presto museo. Verdone: “Era inviolabile”


Per la prima volta la villa di Alberto Sordi è stata aperta al pubblico. Ormanni, Verdone e Franceschini hanno presentato il progetto per trasformare l’abitazione del celebre attore in museo

Oggi Alberto Sordi avrebbe compiuto 95 ann e per la prima volta viene aperta al pubblico la sua villa, situata in piazzale Numa Pompilio, proprio con affaccio sulle Terme di Caracalla. E proprio la sua villa sarà trasformata in un museo grazie al lavoro portato avanti dalla fondazione Alberto Sordi:

I tempi saranno ragionevolmente lunghi perché prima dobbiamo rendere abitabile la casa, per molto tempo trascurata, altrimenti – ha detto Ormanni – non si può pensare di allestire un museo. Poi si penserà ai lavori di conservazione edilizia che dobbiamo fare nella villa, perché ci sono infiltrazioni di umidità. Per anni la casa è stata trascurata dal punto di vista manutentivo, ci sono pezzi di intonaco che cedono, dobbiamo quindi iniziare un restauro. Faremo le cose con la massima trasparenza: chiederemo ad almeno 3 imprese specializzate un preventivo e sceglieremo quello più affidabile, sia dal punto di vista del prezzo che della rapidità dell’esecuzione”.

E ancora non si sa quanto verrà a costare il processo di restaurazione. Alla presenza di Dario Franceschini (ministro dei Beni Culturali) e Carlo Verdone la villa è stata aperta alla stampa proprio per presentare il progetto:

Abbiamo presentato la doppia attività della fondazione museo Alberto Sordi – ha continuato Ormanni – , da una parte la messa in sicurezza dei beni di maggior valore presenti in questa casa con il ripristino del sistema di allarme» che non era più funzionante ed in secondo luogo – ha aggiunto – i quadri di maggior valore sono stati prestati alla Galleria nazionale d’arte moderna, quadri di De Chirico”.

Dunque l’apertura della villa di Alberto Sordi, come annunciato da Franceschini, sarà un modo per riscoprire l’attore e il cinema italiano. Anche Verdone è intervenuto in qualità di di presidente della Fondazione Alberto Sordi per i Giovani:

Questa casa è una fortezza per Alberto Sordi, quando usciva metteva una maschera sorridente ma quando rientrava qui era una sorta monaco. Era tutto in ordine, perfetto, regnava il silenzio, la metodicità, gli orari della cena, del pranzo. Non voglio dire che era un Dr. Jakyll e Mr Hyde ma quasi.

Poi ha parlato anche dell’anfiteatro che si trova nella villa:

Questo teatro è stato chiuso per tantissimo tempo, c’erano due proiettori molto grandi, dietro ci sono anche i camerini. Questa sala ha funzionato fino al 1972, ci fu anche una grande serata, vennero Jeck Lemmon e Walter Matthau a vedere non so quale film, il personale ha questo ricordo. Dopo il 1972, anno della morte di Savina la sorella prediletta, Sordi entra in una sorta di lutto e questa casa non è più quella delle cene e delle proiezioni e diventa del silenzio e del rigore. Oggi invece lo ricordiamo con affetto riaprendo questa struttura. Questa casa, – ha concluso Verdone – quando Sordi staccava la spina, era qualcosa di inviolabile, le persiane erano sempre chiuse a tre quarti. Un giorno gli dissi: ‘Perché non fai entrare un pò di luce? Lui mi rispose: ‘Mi si rovinano i quadri'”.


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