Ricorso contro la banca, come funziona la perizia preventiva

Ricorso contro la banca: prima di un costoso e lungo processo si può tentare la carta della perizia preventiva, in modo da conoscere il possibile esito

La banca non ha sempre ragione, un dato di fatto da cui bisogna partire quando si intende fare ricorso contro un istituto di credito e contro gli interessi illegittimi che sono stati pagati. Purtroppo, però, questa scelta comporta costi e tempi non indifferenti, possibile che non esista una alternativa rapida e più economica? Il Codice di Procedura Civile dà una mano ai correntisti con la cosiddetta “perizia preventiva”.

Prima dell’azione in tribunale, infatti, si può nominare un consulente tecnico che effettuerà appunto una perizia per capire se quanto pagato è giusto o meno. La consulenza permetterà dunque di capire se è utile o meno il ricorso, visto che una perizia negativa ci darebbe una buona certezza di perderlo e di sprecare tempo e denaro. Il Tribunale di Castrovillari (provincia di Cosenza) ha recente confermato come questa possibilità sia a disposizione dei correntisti, ma lo stesso era stato precisato più volte dalla Corte di Cassazione.

Come si accede alla perizia preventiva? Prima di tutto bisogna dimostrare di avere urgenza e che la ragione emerga dalle carte: nel caso non ci fossero questi due elementi, si può sfruttare uno strumento non molto diverso, la “consulenza tecnica preventiva”, la quale prevede anche una conciliazione tra le parti prima del processo.


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