Tasse pagate in ritardo, ecco come evitare le multe

Tasse pagate in ritardo: è appena scaduto il termine previsto per Imu e Tasi, ma con il ravvedimento operoso le sanzioni si riducono

La giornata di ieri, martedì 16 giugno 2015, era l’ultima a disposizione dei contribuenti per pagare alcune imposte. Sono scaduti infatti i termini per Imu, Tasi e Irpef e alcune scadenze sono state prorogate di venti giorni (il nuovo termine è il 6 luglio). Purtroppo chi è in difficoltà oggi lo sarà anche fra tre settimane, cosa succede quindi in caso di ritardi?

Chi non può rispettare le scadenze può sfruttare il cosiddetto “ravvedimento operoso”, il quale permette di pagare le tasse insieme a una multa. In base ai giorni di ritardo del pagamento la sanzione sarà diversa. In particolare, da 1 a 14 giorni oltre la scadenza si può usufruire del ravvedimento “sprint”, con la sanzione ridotta a 1/15 del minimo per ogni giorno di ritardo.

Dai 15 ai 30 giorni successivi, invece, subentra il ravvedimento “breve”, con una sanzione pari a 1/12 del 30% del totale dell’imposta. Oltre i 31 giorni, poi, c’è il ravvedimento “lungo”, con una multa pari a 1/8 del 30% dell’imposta dovuta. A questo punto, è fondamentale conoscere l’ammontare degli interessi. Quelli legali sono diversi ogni anno: nel 2014 ammontavano all’1%, mentre quest’anno sono scesi allo 0,5%.


LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here