La morte di Eugenio Montale il 12 settembre 1981


Eugenio Montale nacque a Genova il 12 ottobre 1896 in una famiglia agiata. Dopo aver lasciato gli studi riprese il percorso scolastico e si diplomò in ragioneria. Dal 1915, e per i successivi otto anni, studiò canto operistico. Nel 1917 si arruolò e rimase in servizio fino al 1920.

Il suo primo articolo fu pubblicato nel 1920 su L’Azione. Nel 1925 pubblicò “Ossi di seppia” e lo stesso anno firmò il manifesto antifascista di Croce (manifesto degli intellettuali antifascisti). Dopo essere stato assunto come redattore dall’editore fiorentino Bemporad, diresse il Gabinetto scientifico – letterario Vieusseux dal 1929 al 1938, dal quale fu licenziato poiché rifiutatosi di chiedere la tessera fascista.

Nel 1939 pubblicò “Occasioni”, secondo libro di versi, salutato da alcuni critici come l’opera della sua piena maturità. Nel 1943 uscì a Lugano, quasi clandestinamente, un libro di 15 liriche, “Finisterre”, che andò a costituire il nucleo iniziale della raccolta Bufera e altro, del 1956. Nel 1946 iniziò a collaborare, in qualità di critico musicale, con il Corriere della Sera (primo editoriale sulla morte di Gandhi).

Nel 1951 si trasferì a Milano. Nel 1963 sposò Drusilla Tanzi, che però morì pochi mesi dopo a causa di una caduta accidentale. Nel 1967 fu nominato Senatore a vita. Nel frattempo uscirono i libri in cui sono stati raccolti gli articoli della sua carriera, “Auto da fé” nel 1966 e “Fuori di casa” nel 1969. Nel 1975 ricevette il premio Nobel per la letteratura “Per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni“.

Montale, poeta, scrittore, giornalista e critico musicale, morì Milano il 12 settembre 1981.

Le opere – La poesia di Ossi di seppia nasce per decifrare il mondo; è poesia calata nella realtà, espressione di un poeta disincantato che vuole essere aperto, senza misteri e segreti da illuminare attraverso la poesia. Il realismo è diventato il suo stile. L’opera risale agli anni in cui il fascismo stava mutando in totalitarismo e la filosofia di Gentile assegnava all’attualità creatrice del pensiero il compito di ricreare il mondo. In questa quadro Montale offriva una lezione di austerità: il campito della poesia è quello di tendere all’assoluto, ma poi concretamente dà una negativa del mondo. Il tono del componimento è secco, impassibile, lontano dal canto armonioso, esprime così l’impossibilitò di diventare un poeta vate. L’ambiente è marino, con onde e schiume, alghe e ciottoli; il cielo è popolato da uccelli, da galli e merli. La negatività che fa da sfondo a Ossi di seppia è l’immagine chiara del male di vivere cui l’uomo è condannato. Un elemento positivo è costituito dal mare, simbolo della poesia e della vita.

In Occasioni sono evidenti alcuni cambiamenti poetici: dal paesaggio ligure si passa alla figura femminile, Clizia, diventata danna reale, salvatrice e angelica. Ma il pessimismo prosegue. Le scelte letterarie di Montale sono poi diventate più elaborate e ha iniziato a fare uso di termini non comuni e rari.

La Bufera e altro è suddivisa in sette sezioni, distinte per temi: dall’attualità drammatica della guerra alla funzione testimoniale della poesia.

Oltre alla poesia Montale si è dedicato anche alla prosa. Un primo volume è Farfalla di Dinard, del 1956. Il volume è composto da brevi scritti e risultano evidente le analogie linguistiche con le prose di Occasioni e di Bufera. In Auto da fé sono raccolti gli articoli pubblicati più significativi e spiccano i temi dell’azione corrosiva operata dai mass media sui valori umani e spirituali e sulla precarietà della poesia. Fuori da casa è composta da reportages scritti come inviato all’estero. Il volume Prime alla Scala raccoglie il meglio delle cronache musicali stese da Montale per i giornali.

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