Un romano in America: Federico Butteroni al tavolo finale del Campionato del Mondo di Poker

Tanti anni fa il grande Alberto Sordi fu protagonista di una delle pellicole più fortunate del cinema italiano: in “Un Americano a Roma” l’attore interpretava il giovane Nando, ragazzotto romano innamorato degli Stati Uniti. Alla fine del film però, in seguito a esilaranti disavventure, Nando dovette abbandonare il suo sogno di raggiungere gli USA, pur continuando a bramare la terra al di là dell’oceano.

Federico Butteroni invece ha seguito un percorso un po’ diverso, visto che lui negli Stati Uniti, e più precisamente nel Nevada, ci è arrivato davvero: il giocatore di poker romano ha infatti partecipato alle World Series of Poker che si sono svolte nel corso dei mesi estivi a Las Vegas, capitale del poker nel mondo. Quello che forse Butteroni non aveva previsto è che in America ci dovrà tornare a Novembre, visto che grazie alla sua bravura è riuscito nella straordinaria impresa di qualificarsi per disputare il tavolo finale dell’evento più prestigioso delle WSOP.

Un’impresa che ha dell’incredibile, considerando la quantità e la qualità degli avversari che Butteroni ha dovuto affrontare nel Paese a stelle e strisce, ma nonostante l’altissimo livello dei giocatori scesi in campo, il romano è riuscito lo stesso a entrare nei “November Nine”, ovvero tra i più forti giocatori del mondo in questo 2015. Prima di lui, solo un altro italiano era riuscito a raggiungere questo risultato: nel 2010 fu il sardo Filippo Candio a sedersi al tavolo dei migliori, portando a casa un premio da $3.092.545.

La carriera di Butteroni comincia prestissimo, visto che appena raggiunta la maggiore età inizia a frequentare i circoli di poker romani e le sale da gioco online. In questi anni di gavetta inizia il suo percorso di crescita, che gli permette di conoscere i segreti di questo gioco e di costruirsi quello che in gergo viene definito bankroll, ovvero la quantità di denaro che bisogna amministrare per pagare le iscrizioni ai diversi tornei.

Pian piano Butteroni inizia ad affrontare eventi sempre più importanti, sino ad arrivare a disputare l’Italian Poker Tour, il circuito pokeristico più prestigioso del nostro Paese. Nel confronto coi “grandi”, il player romano non sfigura e riesce anche a vincere €5.000, grazie a un piazzamento al 15° posto in uno dei tornei del IPT.

Quando tutto sembra far pensare che la strada di Butteroni verso il professionismo sia già segnata, arriva però un colpo di scena: a ventitré anni ci sono altre esperienze da fare e cosi Federico decide di abbandonare il poker per trasferirsi in Australia, dove vive per alcuni mesi per imparare l’inglese, lavorando in alcune fattorie del posto.

Ma il richiamo dell’Italia, e del poker, sono ancora molto forti e così Butteroni decide di tornare nel Belpaese e riabbraccia la sua vecchia passione per il tavolo da gioco. Una scelta quanto mai azzeccata, visto che alla sua prima partecipazione alle WSOP il romano è riuscito prima a vincere $ 45.633 in uno degli eventi secondari della manifestazione e poi a fare il colpo grosso entrando di diritto nella storia del poker sportivo italiano grazie all’accesso al tavolo finale del Main Event da $10.000 d’iscrizione delle World Series.

Se vi state chiedendo qual è il premio destinato al vincitore finale, la risposta vi lascerà stupiti: il giocatore che riuscirà a conquistare il primo posto sarà il titolare di un assegno da $7.680.021, oltre che del prestigioso braccialetto WSOP, il più ambito trofeo per un professional poker player. Butteroni parte in 8° posizione e le statistiche dicono che una sua vittoria è altamente improbabile.

Ma il bello del poker sportivo è questo, come nel calcio o nel tennis, per una volta anche Davide può sconfiggere Golia. Quindi a Novembre ricordatevi di questo ragazzo romano che porta alto il nome dell’Italia negli Stati Uniti: per una volta la storia sarà quella di “un romano in America”.


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