Roma, Dzeko: “Segnare non è una ossessione. Con l’Inter non è decisiva”


Una sola rete alla seconda giornata con la Juve, poi l’infortunio con il Carpi e ora il rientro. Mancano i gol di Edin Dzeko, ma il capitano della Bosnia non è preoccupato per questo, come dice in una intervista alla Gazzetta dello Sport, dove parla soprattutto del primato giallorosso e delle rivali: “Ciò che conta e fare bene e io, dopo l’infortunio al ginocchio, sono tornato al 100% anche se ho bisogno di ritrovare il ritmo partita. Vedere la Roma già in testa? Perché no? Sapevo di essere arrivato in una grande squadra, ma la stagione è ancora lunga. Ciò che conta davvero è di essere primi alla fine. Da questo punto di vista la sfida con l’Inter non è ancora decisiva, anche se la partita è importante. Chi vince prenderebbe fiducia e per questo a perdere non ci penso proprio. Quest’anno non ci sono favorite. Ci siamo noi, l’Inter, il Napoli, la Fiorentina e anche la Juve. È sempre una grande squadra e si riprenderà. Il Napoli gioca molto bene. Con un campione come Higuain davanti, se non avrà infortuni è la più pericolosa. Lui e Pjanic adesso sono i più decisivi della Serie A. L’Inter però ha una rosa più lunga e quindi più soluzioni di emergenza. Io sono fermo a quota un gol, non sono contento, per me il gol è importante, ma non mi sento oppresso. La squadra conta di più. Penso che chiunque preferirebbe vedere la Roma vincere e Dzeko restare a un solo gol. Ma i gol arriveranno. E in ogni caso non mi fisso traguardi. Ho sempre segnato e sono sicuro che segnerò anche qui, ma non voglio mettermi una pressione da solo”.

Una scelta decisa quella della Roma in estate per Dzeko, visto che ha rifiutato Juve e Inter, con Mancini in particolare che lo ha ‘pressato’, ma ad essere decisivo è stato qualcun’altro: “Sì, è stato prima della fine della stagione, ma non se n’è fatto nulla e ora sto bene qui. Pjanic? Beh, abbiamo parlato molto. La Roma già la seguivo e ho preso a seguirla di più. E poi so che il club vuole fare grandi cose e questo mi ha convinto. Lulic? Sì, l’ho sentito prima del mio arrivo. Forse aveva paura, ma per fortuna non l’ho ascoltato e ora voglio batterlo. Fuori sì, ma sul campo non siamo amici”.

Ora l’attaccante pensa solo ai giallorossi e pensa allo scudetto: “A cosa rinuncerei per vincerlo? Ai miei gol. Sarei disposto a rimanere a secco fino a fine della stagione Vincere il titolo qui non succede da tanto e sarebbe più importante che andare all’Europeo con la Bosnia, con cui ho già fatto il Mondiale. Se perdessimo con l’Irlanda e non andassimo in Francia, in fondo, sarà solo colpa nostra”. Poi Dzeko fa il suo appello a chi davvero con la sua non-presenza sta rendendo tutto poco piacevole, la Curva Sud: “Abbiamo bisogno di voi, insieme possiamo fare grandi cose. So che il club si sta battendo”.

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