Sit-in in Campidoglio dei pro-Marino. Il sindaco: “Ripensamento dimissioni? No”

Foto Ansa

Manifestazione dei cittadini pro Marino in Campidoglio, ma il sindaco dimissionario non pensa al dietrofront adesso

Le dimissioni annunciate da Marino non hanno calmato la situazione politica romana e la città è spaccata: da una parte c’è l’opposizione, che ovviamente festeggia e spera di andare ad elezioni al più presto per ridare voce alla gente, dall’altra c’è proprio chi non vuole accettare il passo indietro del sindaco e si è presentato in Campidoglio al grido di “Marino resisti“, “La buona Roma vuole Marino” e “Io sto col sindaco Ignazio Marino“. E allora il primo cittadino è uscito in piazza ed è andato abbracciare i suoi sostenitori, che adesso chiedono una sua ricandidatura ma senza PD.

L’accerchiamento – così ne hanno parlato i sostenitori – nei suoi confronti ha portato anche alcuni elettori a dire che non voterebbero PD e Sel ad oggi e che i passi falsi possono commetterli tutti, ma non si può dimenticare che è stato proprio Marino a iniziare a fare pulizia nell’ambiente politico capitolino. Marino, che ha creato una vera e propria isteria a Roma, non ha saputo fare quello che dovrebbe essere il punto forte di ogni politico: comunicare. E proprio dalle sue affermazioni sono nati i tanti casi che hanno finito con l’isolarlo a tal punto da doversi dimettere.

Proprio per questo non è mancato neanche lo sfogo nei confronti dei giornalisti, rei di essersi accaniti contro sindaco, soprattutto negli ultimi mesi. Dopo il rapido bagno di folla, Marino ha scritto su Facebook:

Ho pianto, mi sono scese le lacrime a vedere le migliaia di cittadini romani che in queste ore si stanno mobilitando con ogni mezzo, anche presentandosi qui in Campidoglio di domenica. Vorrei dire loro che li vedo, che li ascolto, che li leggo e che li ringrazio uno ad uno.

Voi che vi attivate, che coinvolgete, che mettete in moto la nostra coscienza collettiva, voi siete il sale della democrazia e costituite un patrimonio che Roma non può e non deve perdere”.

Ma a chi gli ha chiesto ad un ripensamento sulle dimissioni ha risposto con un secco “No“.

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