Battaglia di Benevento: il 26 febbraio 1266 lo scontro tra guelfi e ghibellini

Il 26 febbraio 1266 i guelfi di Carlo d’Angiò e i ghibellini di Manfredi di Sicilia si scontrarono nella cosiddetta battaglia di Benevento, che scoppiò a causa dei dissidi tra papato (schierato dalla parte di D’Angiò) e Manfredi che alla morte del padre Federico II di Svevia occupò il trono del Regno delle due Sicilie. Papa Urbano IV fu il primo a voler Carlo sul trono, ma la figura più determinante fu quella del suo successore, papa Clemente IV, che arrivò a incoronarlo re il 6 gennaio 1266.

Fu proprio all’inizio del 1266 che Manfredi iniziò a schierarsi contro l’avversario, che nel frattempo stava anche ottenendo consensi tra la gente del regno, e schierò le proprie truppe lungo il fiume Calore, nel punto in cui si trovava il ponte, senza arrivare sugli Appennini (così avrebbe voluto d’Angiò). La battaglia di Benevento iniziò la mattina del 26 febbraio grazie alla mossa di Manfredi, che fece avanzare i suoi uomini sul ponte. Quella non fu una mossa vincente dato che gli uomini di Carlo d’Angiò misero in fuga gli avversari. Partì il contrattacco e, dopo un inizio vincente che portò Carlo a schierare anche il secondo battaglione, iniziarono ad arrivare le prime perdite quando gli avversari scoprirono un punto debole: le armature dei soldati tedeschi non proteggevano le ascelle. La situazione precipitò rapidamente e d’Angiò fece circondare gli avversari dal terzo battaglione e re Manfredi rimase solo insieme a pochi altri fedeli. Tutti loro furono uccisi.

Crollò così la dominazione degli Hohenstaufen (la famiglia della Svevia) e gravi ripercussioni le subì anche lo schieramento dei ghibellini, ormai arrivato al capolinea.

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