M5S, Virginia Raggi: “Roma ha bisogno di rinnovare classe dirigente e politica”


Virginia Raggi a Porta a Porta: “Abbiamo bisogno di riportare Roma ad essere una città europea. Dobbiamo ripartire dalle tantissime persone oneste che lavorano per Roma Capitale”

Virginia Raggi, candidata sindaco di Roma del Movimento 5 Stelle, ha fatto la sua prima apparizione televisiva nella trasmissione condotta da Bruno Vespa, Porta a Porta, e ha colto l’occasione per parlare di tutti quei provvedimento che verranno attuati da lei in caso di vittoria. Tante le problematiche della città, ma l’avvocato ha detto la sua e ha risposto alle domande poste da Virman Cusenza e Maria Grazia Meli.

SULLE POLEMICHE E LE OLIMPIADI –Credo siano polemiche un po’ strumentali. Noi ribadiamo con forza che il M5S non è un tram sul quale si sale per poi magari fare il salto in un altro partito. Se vogliono fare ricorsi che li facciano“.

Nel corso della trasmissione ha parlato dei temi più importanti che ogni candidato dovrà affrontare nelle interviste da qui alle elezioni e il primo punto ha riguardato le Olimpiadi del 2024. Roma si candida a una manifestazione tanto importante quanto complessa e Virginia Raggi è tutt’altro che convinta che la città sia in grado di prepararsi al meglio:

Roma è una città completamente devastata. Noi siamo gravemente carenti sull’ordinario, perché andare a mettere carne al fuoco su interventi straordinari?  Peraltro l’esperienza ci insegna che i partiti che hanno governato finora  non sono bravi a spendere i soldi. C’è un giro di criminalità e corruzione enorme. Abbiamo bisogno di riportare Roma ad essere una città europea“.

SULLE BUCHE – Quello delle buche è stato definito un problema democratico in quanto coinvolge qualsiasi cittadino. Uno dei maggiori fattori che lo alimenta? La gestione degli appalti, spesso affidati “agli amici degli amici”, proprio come emerso da una recente inchiesta. Una sola la strada da seguire: tornare a controllare gli appalti e dare possibilità anche alle piccole imprese di lavorare per far convogliare i soldi “nel circuito sano e corretto“.

SUI DIPENDENTI DEL COMUNE – Il campidoglio conta tanti, troppi dipendenti forse e la Raggi ha parlato di uno sfoltimento. A porre la domanda su come sia risolvibile la questione è stato Virman Cusenza, diretto de Il Messaggero, al quale la candidata ha spiegato:

Noi dobbiamo ripartire dalle tantissime persone oneste che lavorano per Roma Capitale e in questi due anni ne abbiamo conosciuti di dipendenti, funzionari, quadri e dirigenti che hanno voglia di sistemare le cose. Chi ha osato denunciare il marcio è stato oggetto di mobbing e minacce. Roma ha bisogno di rinnovare completamente la classe dirigente e politica”.

SU ATAC E AMA – No privatizzazioni, ma le società partecipate della Capitale hanno bisogno di una nuova organizzazione perché per anni sono state usate come bancomat dai politici e la dimostrazione è data da Parentopoli. La Raggi ripartirebbe dalla differenziata, che secondo lei è molto più semplice di quanto si possa pensare. Ama, come spiegato dall’avvocato, gestisce la raccolta dei rifiuti, ma non si occupa della fase di smaltimento, che attualmente viene affidata a terzi. E proprio quella è una parte fondamentale dato che permettere di monetizzare. La proposta è chiara: costruire dei centri di riciclo e far sì che a gestire tutto sia Ama, che dovrebbe essere proprietaria degli impianti per poter poi contrattare con Consorzi ecc.

Assumere nuove persone? Non è detto che non ci siano dipendenti a sufficienza. Oggi ne abbiamo tanti, ma non sono sfruttati. Queste persone alle quali noi paghiamo lo stipendio (si riferisce agli assunti di Parentopoli, ndr) tanto vale iniziare a farle lavorare”.

Come rimediare al buco nel bilancio di Atac? È necessario aggredire l’evasione e intervenire immediatamente sul circuito dei biglietti falsi, che attualmente non ha una dimensione ben precisa data la sua natura nascosta, e sulle gare. Maria Grazia Meli ha anche incalzato la pentastellata sottolineando che con un debito di oltre un miliardo di euro un’azienda normale chiuderebbe, ma la risposta è stata ribadita: è attraverso l’aggressione degli sprechi che si può ripianare il buco di Atac.

SULLE TASSE – La candidata non fa promesse che non è in grado di mantenere e sul tema della tassazione non dà speranze sulla possibilità di diminuire l’aliquota Irpef e questo perché il buco del Comune è troppo elevato. L’Amministrazione non potrà “abbonare” lo 0,4 ai cittadini proprio perché il debito è già elevato dato che “la gestione delle casse romane è stata fatta molto allegramente“. Una la promessa della Raggi: il M5S inizierà a rimettere i conti in ordine. Solo in seguito, se possibile, si potranno abbassare le spese e già c’è un’idea su una possibile tariffa sui rifiuti che porterebbe le persone che differenziano nel miglior modo a pagare di meno.

SULL’EDILIZIA – A Roma sarà inevitabile intervenire in tutte quelle zone che non godono dei servizi essenziali e far sì che la gestione del patrimonio edilizio pubblico e privato migliori affinché si possano sistemare i circa 100mila appartamenti sfitti e invenduti.

 

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