“Per farci sentire da tutti”, il comune di Roma parla la lingua dei segni

"Per farci sentire da tutti": da febbraio 2016, il comune di Roma è la prima amministrazione ad aver attivato un servizio nella lingua dei segni sul proprio sito istituzionale.

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Per farci sentire da tutti” è un progetto avviato agli inizi del 2016 dal responsabile della comunicazione del Comune di Roma, Roberto D’Alessio. In questa pagina, vengono pubblicati i video in LIS – lingua dei segni italiani – con tanto di sottotitoli, destinati ai cittadini con disabilità uditive. La rubrica è frutto della collaborazione tra il Dipartimento Tutela Ambientale e Dipartimento Comunicazione del Campidoglio.

Su scala nazionale, il Comune di Roma è la prima amministrazione ad aver implementato un servizio di questo tipo per i propri cittadini non udenti e, sopratutto, lo ha fatto in autofinaziamento, senza dunque attingere a ulteriori risorse. “Per farci sentire da tutti” è nato dunque così, partendo dal concetto primario per cui disabilità non vuol dire esclusione dalla vita cittadina.

“Per farci sentire da tutti” ha beneficiato senza dubbio dell’enorme diffusione dei social network e proprio attraverso i social network raggiunto la maggior parte degli utenti. La durata effettiva dei video si aggira in genere intorno ai 30 secondi, lunghezza massima in termini di tempo consentita tra l’altro da Twitter; i video sono facilmente rintracciabili del resto proprio su questo social network – ma anche su youtube – grazie all’hashtag #perfarcisentiredatutti.

Come mi ha spiegato Roberto D’Alessio, il servizio ha fin da subito raccolto consensi fra i frequentatori non udenti del sito istituzionale del Comune di Roma, tanto da raggiungere le 300 mila visualizzazioni già nel mese di Luglio.

Ma una buona idea non basta a rendere efficace un servizio, perché non tutte le notizie possono essere tradotte e illustrate nella lingua dei segni con la stessa efficacia e in appena 30 secondi. Quindi come fare? Ecco cosa scrive Roberto D’Alessio a tale proposito:

Bisogna definire una notizia di utilità generale da diffondere e realizzare un testo in modo che sia facilmente illustrato. La scelta del tipo di messaggio è stata quella di elaborare un video di 30″, buono quindi anche per la pubblicazione sugli account twitter“.

Prosegue D’Alessio:

Una volta registrato il video, si tratta di accompagnarlo da sottotitoli, non scorrevoli per esigenza degli stessi utenti sordi, che devono riprodurre il testo illustrato nella lingua dei segni. Questa aggiunta può essere utile nel caso di difficoltà di comprensione dovuta vuoi alla diversità della lingua dei segni a seconda della localizzazione geografica, vuoi dal livello di apprendimento degli stessi utenti“.

L’importanza della sincronizzazione:

Altro particolare del video deve essere la sincronizzazione del testo illustrato nella lingua dei segni con i sottotitoli in lingua scritta, sempre per favorire la comprensione del messaggio. Questo passaggio nella realizzazione del video é spesso complesso e richiede un certo impegno di tempo“.

Udenti e non vedenti:

Come sottofondo deve essere inserito poi lo stesso testo in forma parlata, per coinvolgere veramente tutti gli utenti del canale social e per favorire un coinvolgimento comune. Il prodotto realizzato ha quindi la valenza di essere comprensibile da “tutti”, veramente tutti, gli utenti”. Perché “Il video registrato in questo modo può essere anche un aiuto per gli “udenti” per apprendere alcune nozioni della lingua dei segni, parlo per esperienza personale“.

Conclude Roberto D’Alessio:

Un account pubblico che si rispetti non può prescindere dalla necessità di cercare d’interagire veramente con tutti gli utenti di una pubblica amministrazione. L’esempio sopra visi“.

Al momento, nessun altro comune ha preso spunto da questa idea per “copiare” o ripetere l’esperienza capitolina, e questo è un peccato, anche se certe competenze – l’operatore LIS – è a disposizione di molti comuni. con le tecnologie a nostra disposizione sarebbe molto facile per altre amministrazioni attivare un canale analogo, ma tant’è.

L’ultima cosa che ho chiesto a Roberto è se, in prospettiva, il Comune di Roma stia valutando o meno la possibilità di offrire una diretta streaming dei consigli comunali nella lingua dei segni, ricevendo però risposta negativa alla domanda in questione: senza nulla togliere all’operatore dei video in questione, le professionalità per tradurre in tempo reale uno streaming sono diverse da quelle necessarie per tradurre nella lingua dei segni un testo già scritto. Senza contare che i consigli comunali sono spesso delle maratone e di operatori di questo tipo ce ne vorrebbe più di uno, oltretutto a costi significativi.

Le intuizioni, però, sono solo il primo passo e tutto è perfettibile e migliorabile. Magari un giorno, grazie a una razionalizzazione dei costi ed eliminando gli sprechi, quanto da me auspicato sarò possibile. Finalmente per farci sentire da tutti.

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