Il calendario romano, la festa di Anna Perenna e gli Equirria alle idi di Marzo

La festa di Anna Perenne e gli Equirria aprivano di fatto l'anno romano. Si svolgevano nei giorni delle idi di Marzo, durante il primo plenilunio

Il tempio di Marte, tra Anna Perenne e gli Equirria

La festa di Anna Perenne e gli Equrria erano feste popolare care agli antichi romani che si celebrava nel giorno delle Idi di Marzo, durante il primo plenilunio dell’anno. In base a quanto riportato nei Saturnali di Macrobio, si sacrificava in nome di Giove un agnello perché “sorgente di luce nel plenilunio” (Festo, Idulus ovis), aprendo al contempo la stagione militare.

IL bosco di Anna Perenne era non troppo distante dal Tevere, lungo la via Flaminia. Disposto a un miglio dalla città, era il luogo in cui, durante le idi di Marzo, i romani si recavano per scambiarsi vicendevolmente, attraverso l’ausilio di canti e banchetti, i numi propizi secondo un perenne avvicendarsi degli anni (annare perennare).

Secondo gli storici il nome della celebrazione Anna Perenne è da ricercarsi all’interno di questa forma di augurio, da cui poi si sono formate diverse leggende: essa diventò infatti secondo alcuni la pietosa vecchia di Boville, oppure la sorella di Didone, eletta a ninfa tutelare del fiume Numicio (Ovidio, Fasti, III, 661).

Ciò nonostante, nessun canto celebrativo delle Idi di Marzo accenna a Boville o a Didone. In realtà, lo scorrere del vino serviva solo a invocare il congiungimento tra Anna e Marte e quindi della luna con il sole, fra l’astro fecondatore e quello che ne scandiva il tempo.

Marzo, in quanto primo mese dell’anno, era un mese in cui le feste si susseguivano velocemente ma, seppur con nomi diversi, tutte avevano il medesimo scopo: celebrare il ritorno del sole. Anche in questo caso, a celebrazioni più antiche si aggiunsero nel corso del tempo riti più giovani collegati a nuove divinità, senza per questo modificare di fatto il significato della rinascita riconosciuto a questo periodo dell’anno.

Tra le feste più importanti di questo periodo legate al dio Marte, particolare menzione meritano gli Equirria, celebrati il 27 febbraio e il 15 marzo, appunto, quei giorni in cui si celebravano rispettivamente l’uscita dell’esercito romano e l’inizio della stagione delle campagne militari annuali.

Le corse degli Equirria si tenevano probabilmente nel Trigarium, terreno di allenamento alle gare equestri nel margine nord-occidentale del Campo Marzio, oltre il Pomerium, i confini sacri di Roma dove appunto l’esercito in armi non poteva oltrepassare.

Altre tesi, invece, sostengono che gli Equirria si svolgessero nel Tarentum, luogo dove originariamente si tenevano i Ludi Tarentini, che più tardi diventeranno i Ludi Saeculares, oppure vicini all’Altare di Marte.

A prescindere da quale fosse il luogo originario, successivamente gli Equirria vennero trasferiti nel Campo Marzio, sul Celio, al riparo dalle inondazioni del Tevere.

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