Il faro del Gianicolo, la luce degli italiani emigrati in Argentina

Il faro del Gianicolo fu costruito nel 1911 grazie ai fondi degli italiani emigrati in Argentina. La sua luce tricolore illumina le notti romane in occasione di eventi e ricorrenze speciali

Il faro del Gianicolo fotografato dal basso

Il faro del Gianicolo fu costruito dall’architetto Manfredo Manfredi, già autore del sepolcro di del Pantheon di Vittorio Emanuele II e collaboratore nella realizzazione dell’Altare della Patria.

La sua lanterna, dal fascio tricolore, veniva accesa tutte le notti, mentre in tempi moderni solo in alcune circostanze particolari.

faro-del-gianicolo
Il faro del Gianicolo e la sua luce tricolore

Situato lungo la passeggiata del Gianicolo, lato Vaticano, è alto circa 20 metri ed è collocato nel luogo che nel 1846 fu teatro di scontri per la difesa della Repubblica Romana. La costruzione del faro del Gianicolo risale al 1911, anno in cui ricorreva il cinquantenario della costituzione del Regno d’Italia.

Il materiale utilizzato per la sua costruzione è la pietra bianca di Botticino ed è si rifà all’arte classica. La base, di forma circolare e dal diametro di 10 metri, sorregge una colonna terminante con un capitello. Intorno al capitello, è visibile la scritta che recita: “A ROMA CAPITALE GLI ITALIANI D’ARGENTINA. MCMXI. I fondi per l’erezione del faro del Gianicolo furono raccolti infatti grazie agli immigrati in Argentina.

L’ara sopra al capitello è sempre di forma circolare, sfaccettata da figure che ricordano dei leoni e sono collegate a dei festoni.

Per raggiungere la lanterna è necessario percorrere una scala a chiocciola e in seguito una scala a pioli in ferro, che da accesso al capitello. La base del faro è formata invece da tre vani. Fra questi troviamo l’entrata alla scala e due ambienti a uso deposito, disposti intorno alla scala stessa.

La balconata del faro guarda nella direzione del carcere di Regina Coeli e un tempo i familiari dei carcerati vi salivano per poter comunicare con i loro familiari lì rinchiusi. In realtà tale pratica era formalmente vietata ma in casi estremi e per comunicazioni importanti in tal senso si chiudeva un occhio.

Il faro del Gianicolo offre una vista straordinaria di Roma e a oggi rimane uno di quei monumenti sicuramente belli da vedere se si visita la Capitale. Per la sua altezza è entrato nel gergo idiomatico romano con la famosa frase: “Me sembri er faro del Gianicolo“, proprio a indicare qualcuno o qualcosa che si staglia sopra tutto il resto.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here