La fontana con la palla di cannone di viale Trinità dei Monti

La fontana con la palla di cannone voluta da papa Leone XI è forse fra quelle più conosciute della Città di Roma. Ecco la leggenda che ne spiega il nome

La fontana con la palla di cannone presso Villa Medici

La fontana con la palla di cannone di viale Trinità dei Monti ha storia assai particolare, come del resto quella della zuppiera di Corso Vittorio Emanuele.

La fontana con la palla di cannone, anche conosciuta come fontana di Villa Medici, fu costruita si trova al di fuori dei cancelli del Pincio, in prossimità dell’ingresso della villa in questione.

A ordinarne la costruzione fu il cardinale Alessandro, divenuto in seguito papa con il nome di Leone XI su disegno di Annibale Lippi. Un’opera semplice per forma è linearità che ha fatto nel tempo un cimelio storico noto della città di Roma tanto da essere fra le più fotografate dagli avventori.

Collocata all’interno di un lungo viale alberato, la fontana con la palla di cannone è il punto di riferimento del via vai di questa passeggiata tanto cara ai romani, alle coppie di innamorati e in generali ai turisti.

La fontana con la palla di cannone deve il suo nome alla ex regina Cristina Alessandra di Svezia, solita soggiornare a Roma, sopratutto dopo dopo la ritrattazione di Innsbruck e la sua conversione al cattolicesimo. La leggenda narra che fu proprio l’andirivieni della nobile in quel di Castel Sant’Angelo colpita da noia ad aver collocato la palla di cannone dove oggi si trova.

Di solito al passaggio della donna nei meandri di Castel Sant’Angelo, pare infatti venissero sparate proprio delle palle di cannone. Colpa appunto la noia, pare che quella della fontana sia finita lì proprio perché la regina decise di provvedere egli stessa a puntare l’arma, la quale esplose però il colpo in direzione della fontana.

Proprio in virtù di questo episodio, la palla finì la sua corsa nella sommità di Trinità dei Monti e qui venisse collocata in ricordo dell’impresa della nobile sulla fontana voluta da Leone XI cinquantanni prima.

Una piccola variante della alla storia come come è stata raccontata, prevede che la regina abbia sparato la salva di cannone perché annoiata e perché desiderosa di organizzare una battuta di caccia. La palla di cannone dunque sarebbe stata sparata per “avvertire” i vicini di questa sua intenzione. L’impronta sferica dell’oggetto pare sia visibile su un portone in bronzo di Villa Medici.

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