Al referendum ha vinto il NO ma c’è chi avrebbe voluto il proprio sindaco neutrale

Al referendum ha vinto il NO ma c'è chi voleva il proprio sindaco neutrale perché non fosse complice della di una presunta deriva sociale se avesse vinto il SI

L’Italia e i più in generale i cittadini italiani hanno respinto la proposta di modifica della costituzionale votata attraverso il referendum. L’abolizione del CNEL e la riformulazione del titolo V non sanno da fare. Il popolo ha scelto. Il popolo ha vinto e l’Italia sta andando già avanti tanto che il prossimo Governo, stavolta capeggiato Gentiloni, si è già insediato al posto di quello dimissionario dell’ex rottamatore Matteo Renzi.

Detto questo, un paio di riflessioni sono d’obbligo, soprattutto a fronte di quanto è stato detto nei giorni passati da alcuni comitati per il NO, in primis da quello di Zagarolo, che sperava in una neutralità del sindaco invece favorevole al SI. Il sindaco Piazzai è sostenuto dalla maggioranza del PD. Se condive

il progetto del Partito democratico, deve esserne in prima persona promotore. Diversamente, tradirebbe il suo mandato e non ultimo eventuali ideali condivisi con la sua maggioranza politica. Detto in altri termini: farsi eleggere con il sostegno dei dem e poi fargli campagna elettorale contro o addirittura non farla sarebbe stato grottesco quanto andare in vacanza in montagna preferendo però il mare. La coerenza in politica è tutto.

A un sindaco non si chiede neutralità, ma il rispetto, nella massima onestà, del mandato riconosciutogli dai cittadini. Lo stesso dicasi per quei sindaci che si sono impegnati per il NO all’interno del loro Comune. Non abbiamo bisogno di garanti della costituzione a livello locale, anzi. Oggi più che mai, abbiamo bisogno di una politica a misura d’uomo, che riduca le distanze con la politica nazionale e che ci guidi verso scelte il più possibile consapevoli.

A Zagarolo come nel resto dell’Italia si è votato democraticamente una riforma. La riforma è stata respinta dagli italiani e dai zagarolesi. La democrazia ha vinto. Avrebbe vinto comunque anche avesse vinto il SI. Finché è il cittadino a scegliere sarà sempre così. E tra quei cittadini c’è anche un sindaco.

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