I Musei capitolini, quando l’arte diventò per tutti e la centrale termoelettrica Giovanni Montemartini

La centrale termoelettrica Montemartini è una sede distaccata dei musei capitolini in cui archeologia industriale si fonde con l'architettura classica.

Musei capitolini - La sala macchine della centrale termoelettrica Montemartini

C’è stato un tempo in cui l’arte era solo appannaggio dei ricchi e dei mecenati, i quali prestavano le opere di loro proprietà per eventuali mostre. L’arte era un bene privato ancor prima che pubblico e i musei qualcosa di ben lontano da venire. I Musei capitolini, in tal senso, possono essere definiti i primi musei in cui l’arte diventò a tutti gli effetti per tutti grazie all’apertura al pubblico del 1734.

A favorire la creazione del museo contribuì papa Sisto IV, il quale cedette una collezioni di bronzi inizialmente ospitati nel Laterano. La collezione in questione – comprensiva anche della famosa statua della Lupa capitolina – fu collocata in parte nel cortile del Palazzo dei Conservatore e in parte su piazza del Campidoglio.

La dotazione artistica dei musei capitolini fu ampliata in seguito da altri papi come Paolo III e Pio V, tanto da richiedere un ampliamento degli edifici a essa dedicata con la costruzione di del Palazzo Nuovo nel 1654.

L’apertura dei musei capitolini al pubblico, però, fu decisa solo un secolo più tardi da papa Clemente XII nel 1734, mentre si deve al suo successore, papa Benedetto XIV, la creazione della famosa Pinacoteca capitolina. La pinacoteca fu il frutto dell’acquisizione delle collezioni private della famiglia Sacchetti e della famiglia Pio.

I reperti artistici si fecero ancor più variegati a seguito degli scavi successivi all’unità d’Italia del 1861, quando furono riportati alla luce numerosi reperti archeologici oggi custoditi nell’Antiquarium. Del resto, a oggi i musei capitolini sono un misto di arte romana, rinascimentale e barocca.

Nel 1997 è stata creata una sede distaccata dei musei capitolini nel quartiere Ostiense, nella sede dell’ex centrale termoelettrica Giovanni Montemartini. La peculiarità della sede in questione è il miscuglio sorprendente ottenuto tra arte archeologia industriale e classica. In tutto, nella sede dell’ex centrale, sono esposte circa 400 statue. Contornate da epigrafi e mosaici, tutti i reperti sono stati ricavati dai ricchissimi depositi archeologici capitolini alla stregua dell’Antiquarium.

La curiosità relativa a questa sede distaccata è che inizialmente l’ex centrale termoelettrica doveva essere solo una sistemazione temporanea. Nel 1995 alcune opere furono spostate per consentire il restauro di alcuni settori di Palazzo dei Conservatori. Solo successivamente, conclusi i lavori nel 2005, fu deciso di fare della centrale un museo permanente.

La particolarità di questo sede museale è l’intreccio tra arte archeologica e industriale. Gli enormi motori diesel sono attorniati di statue e le statue a loro volta attorniate dai macchinari figli del 20esimo secolo, il secolo del boom tecnologico per antonomasia.

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here