Tiziana Pagano, Il Girotondo delle Parole Onlus: “Salvate il cod 56 del San Raffaele Pisana”

Intervista alla Dott.ssa Tiziana Pagano, presidente della Onlus Il Girotondo delle Parole in merito alla chiusura del Day Hospital del reparto di riabilitazione pediatrica San Raffaele alla Pisana


La Dott.ssa Tiziana Pagano, nonché presidente della Onlus Il Girotondo delle Parole, è arrabbiata. Arrabbiata perché la chiusura del reparto di riabilitazione pediatrica cod 56 del San Raffaele Pisana non può e non deve passare inosservata. I genitori dei bambini che da tempo potevano avvalersi delle struttura hanno scritto una lettera perché la Regione Lazio spieghi loro che destino li attende. Ecco cosa ci ha detto la Dott.ssa Tiziana Pagano, che lei queste famiglie le conosce bene ed è sempre stata abituata a prendere di petto i problemi senza mandarle a dire.

Dott.ssa, partiamo dal tweet: “il reparto pediatrico neuro riabilitativo del S. Raffaele non può chiudere per l’ignoranza delle Politiche Regionali sulla Disabilità…”

Sì, perché la disabilità è vista come un peso e ragionare in questo modo è sintomo di ignoranza. Quando una cosa è difficile da mettere in pratica, si fa prima a eliminarla

Perché secondo lei?

Perché i bambini e in generale le persone ‘abili diversamente’ sono spesso le più deboli e incapaci di ribellarsi, quindi è più facile colpirle“.

È la legge del più forte?

In un certo senso sì, perché integrare un bambino con determinate patologie costa tempo e denaro, quando a mancare è soprattutto il secondo nel nostro caso. D’altronde, non devo certo spiegarle che quando si tratta di tagliare spesso a rimetterci sono le categorie appunto più deboli“.

La sanità italiana è spesso in difficoltà in questo senso..

Sì, ma invece di chiudere strutture come il reparto di riabilitazione pediatrica del San Raffale, perché non chiudono il Santo Spirito piuttosto che l’Umberto I? Perché chiudere qualcosa che funziona?

Appunto perché?

Perché i criteri di valutazione delle prestazioni sanitarie del reparto sono state fatte a suo tempo in base alle loro tesi e non in base alla disabilità”. (n.d.r, il blocco dei ricoveri in Day Hospital è stato effettuato in relazione alla mancata attuazione del piano di indennizzo per la riabilitazione nella determina fra Stato e Regioni del 2011).

Quindi è un problema di competenze?

Il sistema sanitario dovrebbe essere affidato a persone competenti, non a persone che non ne sanno nulla. Voglio dire, un dicastero così importante come quello della sanità dovrebbe essere affidato quanto meno a un dottore e invece attualmente il ministro in questione – Beatrice Lorenzin – non è nemmeno laureata. Mi dica lei se questa è una cosa normale?

È un problema anche politico, quindi?

No, perché a me non interessa il colore politico di questo o quello, mi interessa l’obiettivo. A Roma e in generale nel centro Italia non esiste un presidio ospedaliero come il San Raffaele, quindi solo per questo fatto dovrebbe essere interesse di tutti salvaguardarlo. Non deve essere una priorità del centro-destra o del centro-sinistra ma di tutti“.

Il suo è un vero e proprio grido di aiuto?

Sì, perché se si pagano le tasse, è giusto ricevere dei servizi. Ci siamo anche noi e anche noi vogliamo e abbiamo il diritto di essere accolti e ascoltati. Non è possibile tagliare alle persone più deboli. Questi bambini – gli abili diversamente come ama chiamarli Tiziana Pagano – hanno tanto da dare e non è assolutamente vero che non si rendono conto di come vengono visti o percepiti dai cosiddetti normali. Su questi bambini non si deve in nessuno modo speculare“.

Tutti hanno il diritto di essere aiutati?

Siamo tutti essere umani. Per me la dignità è tutto. L’aiuto deve essere un obiettivo vero. Non basta riempirsi la bocca“.

Ma cos’è per la Dott.ssa Tiziana Pagano la dignità?

Essere sinceri, leali e non aver paura di cosa non abbiamo. La politica in primis si spogli di se stessa e si renda conto delle priorità. Ricordiamoci di essere prima persone che professionisti. Perché, ripeto, quando si sta bene stiamo insieme, mentre quando stiamo male siamo abituati a scansarci“.

 

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