Virginia Raggi, l’onestà in politica purtroppo non basta

A Vittorio Sgarbi non sono mai piaciute le mezze misure e in un video di ieri non le manda certo a dire al sindaco Virginia Raggi e in generale ai 5 stelle


A Vittorio Sgarbi non sono mai piaciute le mezze misure e in un video di ieri non le manda certo a dire al sindaco Virginia Raggi e in generale ai 5 stelle. Per il noto critico d’arte e scrittore, i seguaci di Beppe Grillo di fatto non sono dei politici perché contrari alla politica. Un certo tipo di politica, aggiungo io.

Onestà: a un politico oggi i cittadini chiedono soprattutto onestà prima ancora che capacità. Eppure, come dice Vittorio Sgarbi, “anche un bambino di 6 anni è onesto ma non lo lasci certo governare“. Ipse dixit.

Le semplificazioni però sono pericolose e di certo in un video come il suo, Sgarbi ha voluto sintetizzare alcuni concetti base. L’onestà non basta se non ci sono le capacità e le conoscenze. Insomma, quanto è utile discutere di una politica al servizio o meno del cittadino se alla fine quella stessa politica è schiava di un dogma che niente ha a che vedere con amministrare un comune o addirittura un paese?

Oltretutto a discapito dello stesso cittadino, che si vuole onestà ma vuole pure risultati e/o miglioramenti tangibili in quei servizi per cui paga profumatamente le tasse: trasporto pubblico, raccolta dell’immondizia e viabilità, solo per citarne alcune.

Ora, però una cosa non mi torna: mentre i cinque stelle provano a fare gli onesti, a trovare la nomina giusta, a far edere che non è colpa loro, cosa è stato fatto a Roma e per Roma in questi mesi? Fra nomine saltate, malumori indagati e arresti, qualcosa non deve aver funzionato nemmeno per gli onestissimi 5 stelle. E se alcuni ce li hanno trovati – dare la colpa al passato fa sempre comodo – su alcuni sono stati proprio i grillini a impuntarsi per poi infine capitolare.

Senza contare che abbiamo permesso al sindaco di Roma Virginia Raggi di auto commissariarsi, firmando un patto privato fra lei e la Casaleggio Associati che ne depotenzia il ruolo e i compiti. Su Roma, insomma, decide qualcun altro, c’è poco da girarci intorno. Parafrasando Sgarbi, la Raggi è come Ambra Angiolini ai tempi di Non è la Rai, quando era il regista Gianni Boncompagni a dirle cosa avrebbe potuto o non avrebbe potuto dire o fare.

Intendiamoci, sono d’accordo con Vittorio Sgarbi quando dice: “La Raggi è onesta“, non potrebbe essere altrimenti ma allo stesso tempo qualcosa continua lo stesso a non funzionare. Sicuramente è l’esempio moderno del “nuovo politico che non è un politico” perché onestà. Ma se Roma non funziona, “allora l’onestà non basta“, sempre per citare Vittorio Sgarbi?

A quanto pare la risposta è no. Il vero politico onesto è il politico che è onesto e, indissolubilmente, come primo requisito è anche capace. L’incapace è doppiamente disonesto secondo Sgarbi perché non solo non sa, ma non sapendo nulla crea danno.

Un professore di cinese non deve essere onesto. Un professore di cinese deve conoscere il cinese. Se è solo onesto, mi insegna il cinese che non sa“, afferma Sgarbi.

Ammetto che prima ancora di sapere se un professore sia o no onesto, pure il sottoscritto vorrebbe avere rassicurazioni se il cinese lo conosce davvero, ed è soprattutto in grado di insegnarlo. Certo, se è onesto meglio, ma se è onesto ma non sa il cinese, allora l’incompetenza rischia di fare i danni di cui sopra. Senza contare che lo state pagando.

 

Qui il video di Vittorio Sgarbi

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