Accursio Miraglia, il sindacalista assassinato da Cosa Nostra il 4 gennaio 1947

Accursio Miraglia nacque a Sciacca il 2 gennaio 1986 e nella stessa città morì il 4 gennaio 1947 in seguito all’assassinio messo in atto da Cosa Nostra.

Figlio di un impiegato e dell’erede della duchessa Tagliavia, antica casata siciliana, perse il padre quando era ancora piccolo e lui crebbe con la madre e i quattro fratelli. Proprio grazie ai sacrifici della madre ebbe la possibilità di proseguire gli studi e si diplomò con il massimo dei volti ad Agrigento.

Iniziò a lavorare presso il Credito Italiano situato a catania, poi fu trasferito al nord, a Milano, dove divenne capo ufficio. Lì si appassionò alle discussioni politico-sociali, si iscritte a un gruppo anarchico e iniziò ad avvicinarsi alla classe operaia. Proprio questa sua attenzione al sociale lo portò ad essere licenziato e lui tornò in Sicilia, aprì una propria attività e proseguì la proprio lotta accanto ai disagiati, senza trascurare altri interessi come la scrittura e la pittura.

Sostenne il Comitato di Liberazione, fu dirigente del PCI, diresse la Camera del Lavoro siciliana e fondò la cooperativa “La Madre Terra” per dare voce a un malcontento del popolo, che, infatti, appoggiò la sua iniziativa. Non poté continuare ad aiutare le persone. Il suo ultimo incarico fu quello di presidente dell’ospedale cittadino e proprio i lavoratori del luogo accolsero le sue spoglie in seguito all’omicidio avvenuto il 4 gennaio 1947.


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