Ci sono stati anni in cui il frisbee, un oggetto rotondo, piano e con bordi sollevati atti a facilitare la loro presa, raggiunse un successo tale che in ogni spiaggia o nei luoghi all’aperto piccoli e più grandi si divertivano trascorrendo il tempo lanciandoselo. La sua diffusione aumentò repentinamente tra gli anni Sessanta e Settanta.
L’origine del suo nome lo si deve a una pasticceria, la Frisbie Pie Co, attiva nella seconda metà dell’Ottocento, che usava teglie di latta circolari per rifornire le mense scolastiche di crostate, quelle stesse teglie che poi venivano usate per giocare dagli alunni.
Tuttavia, il frisbee vero e proprio, nonostante già nell’antica Grecia venissero utilizzati oggetti di legno simili, risale alla seconda metà del Novecento. Fu allora, infatti, che Warren Franscioni e Walter Morrison lavorarono alla creazione del cosiddetto “Disco volante” e alla fine la sua prima produzione industriale avvenne il 13 gennaio 1957. Così entrò in commercio il “Pluto Platter”, successivamente rinominato Frisbee e questo avvenne grazie alla Wham-O, che comprò i diritti dai due veterani. Il successo fu immediato.