Giovanni Prini. Il potere del sentimento

Fino al 26 marzo è esposta alla Galleria d’Arte Moderna la mostra di Giovanni Prini: “Il potere del sentimento”. Giovanni Prini, scultore, pittore, artigiano, si trasferisce da Genova a Roma agli inizi del Novecento dove, insieme alla moglie Orazia Belsito, apre le porte della sua casa-studio sulla via Nomentana agli esponenti più giovani della vita culturale della capitale, amici, intellettuali e artisti tra cui Duilio Cambellotti, Umberto Boccioni, Cipriano Efisio Oppo, Sibilla Aleramo, Gino Severini, Ettore Ximenes, Antonio Maraini, Giacomo Balla.
Giacomo Balla è ospite assiduo del “salotto”di casa Prini tanto da ritrarne l’ambiente nel quadro “Nello specchio”, una delle 130 opere presenti nell’esposizione. Gli spazi della Galleria, che conservano alcune delle opere più celebri dell’artista come “Gli amanti” e “Le gemelle Azzariti”, si apprestano dunque a raccontare la figura e il complesso
percorso artistico di uno dei più significativi scultori del Novecento italiano indagandone sia
la produzione cosiddetta maggiore: oli, disegni, marmi e bronzi; sia quella dedicata alle
arti applicate: ceramiche, mobili e giocattoli. Il percorso della mostra ha inizio dal Salotto Prini, raffigurato nel citato dipinto e rievocato anche attraverso la presenza di alcuni mobili disegnati dall’artista. Nell’ambiente numerosi i ritratti della moglie Orazia e le opere di artisti e assidui frequentatori della casa che testimoniano i legami di amicizia, tra gli altri, con Cambellotti (Nudo, 1904), Severini (Autoritratto, 1904; Ragazza in blu, 1905), Domenico Baccarini (La moglie di Giovanni Prini, 1906), Mario Sironi (Ballerina, 1916 ca). In mostra anche un olio inedito di Giacomo Balla del 1903.
Attraverso le sale dei tre piani della Galleria, gli oli, i disegni, i marmi e i bronzi di Prini,
sculture di media e piccola dimensione – come Le stelle e Serenella – i ritratti, piccoli
gruppi e figure, ma anche le ceramiche, i mobili e i giocattoli raccontano le diverse stagioni
che l’artista attraversò, dai primi del Novecento fino agli anni Cinquanta, mantenendo
inalterata la propria forza e freschezza creativa.
Alla scultura e all’attività di insegnante affianca anche un attivo interesse per le arti applicate. Nel 1917 sottoscrive il manifesto di Galileo Chini “Rinnovando rinnoviamoci” per la promozione delle arti decorative; nel primo dopoguerra, assume la direzione artistica della fabbrica di giocattoli “SFAGI” di Roma e si dedica anche con successo alla produzione di opere e soprammobili in ceramica.
Importante è la sua partecipazione alla prima edizione dell’Esposizione Internazionale
delle Arti Decorative di Monza nel 1923.
Presente alle Quadriennali di Roma e alle Biennali di Venezia, negli anni si dedica anche a
grandi opere di scultura destinate agli edifici pubblici molti dei quali progettati da Marcello
Piacentini. Nel 1932 è nominato Accademico di San Luca.
Una sezione della mostra è, inoltre, riservata a schizzi e disegni preparatori, alla
corrispondenza e a documenti fotografici che completano il quadro delle relazioni tra i
coniugi Prini e l’ambiente intellettuale romano mentre un itinerario grafico ricostruisce il
rapporto dell’artista con la città evidenziando i luoghi dove sono presenti le sue opere,
dove ebbe i suoi studi e dove abitò.

Luogo: Galleria d’Arte Moderna, Via Giovanni Crispi 24, Roma

Orari: Da martedì a domenica ore 10.00 – 18.30. (La biglietteria chiude mezz’ora prima).

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