La classe, il punto di vista dei ragazzi diventa spettacolo

Dal 18 marzo al 9 aprile 2017 andrà in scena al Teatro Marconi, lo spettacolo: “La classe”. È ambientato ai giorni nostri e ha come sfondo una città europea in grave crisi economica. Il percorso di decadenza è tracciato da criminalità nelle strade, disagio e conflitto sociale, e sembra inarrestabile. Contribuisce a tutto ciò la costruzione, appena fuori città, di un enorme campo profughi lo “Zoo” che ha ulteriormente deteriorato un tessuto sociale sull’orlo del collasso ma, per assurdo, ha anche portato lavoro; un esempio è la costruzione del muro di guardia intorno al campo per evitare la fuga degli ospiti. Nella periferia cittadina, a pochi chilometri dal campo, c’è un Istituto Comprensivo specializzato in corsi professionali che avviano al lavoro.

La scuola, le strutture, gli studenti e il corpo docente, sono specchio esemplare della depressione economica e sociale della cittadina. Viene assunto alla scuola superiore Albert di circa trentacinque anni, uno straniero di terza generazione, laureato in Storia. Il suo compito è quello di tenere delle lezioni di recupero per sei studenti sospesi per motivi disciplinari. Dopo anni in “lista d’attesa”, Albert è alla prima esperienza lavorativa ufficiale. Il Preside dell’Istituto gli dà subito le coordinate sul tipo di attività che dovrà svolgere: il corso non ha nessuna rilevanza didattica, serve solo a far recuperare crediti agli studenti che, nell’interesse della scuola, devono adempiere all’obbligo scolastico e diplomarsi il prima possibile. Albert riesce a far breccia nel disagio di questi ragazzi e conquista la maggior parte della fiducia dalla classe. Abbandona la didattica suggerita e propone agli studenti di partecipare ad un concorso, un “bando europeo” per le scuole superiori che ha per tema “I giovani e gli adolescenti vittime dell’Olocausto”. Gli studenti, inizialmente deridono la proposta di Albert, ma si lasciano convincere quando questi gli mostra un documento che gira da qualche tempo nello “Zoo”: foto e carte di un rifugiato che prima della fuga dal paese d’origine aveva il compito di catalogare morti e perseguitati dal regime per il quale lavorava. È quello l’Olocausto di cui gli studenti si dovranno occupare. La cittadina viene però scossa da atti di violenza e disordine sociale, causati dalla presenza dello “Zoo”. Le reazioni dei ragazzi sono diverse e a tratti imprevedibili. Per Albert è sempre più difficile tenere la situazione sotto controllo…Il progetto ha preso l’avvio da una ricerca basata su circa 2.000 interviste a giovani tra i 16 e i 19 anni, sulla loro relazione con gli altri, intesi come diversi, e sul loro rapporto con il tempo, inteso come capacità di legare il presente con un passato anche remoto e con un futuro non prossimo. Di Vincenzo Manna.

Luogo: Teatro Marconi, Viale Guglielmo Marconi 700, Roma.

Orari: dal martedì al sabato ore 21. Domenica e mercoledì ore 17.30

Prezzi: intero euro 22, ridotto  euro 18, under 25 euro 10.

 

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