Prorogata la mostra di micromosaici romani della collezione Ars Antiqua Savelli

E’ stata prorogata fino al 7 maggio 2017 la mostra in corso al Museo Napoleonico di Roma: “Minute visioni. Micromosaici romani del XVIII e XIX secolo dalla collezione Ars Antiqua Savelli”. Il musaico in piccolo è un industrioso e pazientissimo lavoro che ripete la sua origine dall’aver immaginato di filare que’ medesimi smalti di cui si eseguivano i quadri nella basilica di San Pietro”. Così nel 1847 lo storico Gaetano Moroni ricostruiva la nascita de mosaico minuto in smalti filati, avvenuta durante la seconda metà del Settecento a Roma, fulcro della rinascita dell’arte musiva in età moderna. Una tecnica tipicamente romana che raggiunse il suo apice tra la fine del XVIII secolo e la metà del secolo seguente, quando a Roma operavano decine di botteghe specializzate, la cui produzione era in massima parte destinata ai viaggiatori stranieri del Grand Tour. In questi studi d’arte e negozi di belle arti, per lo più situati tra piazza del Popolo e Piazza di Spagna, lavoravano numerosissimi artigiani, spesso sotto la guida di maestri affermati, come Giacomo Raffaelli (cui Moroni attribuiva l’invenzione del micromosaico), Antonio Aguatti, Clemente Ciuli, Luigi Moglia e molti altri.

Nella mostra sono presentati circa cento oggetti tra quadri, tavoli, tabacchiere, placchette, gioielli e fermacarte che mostreranno l’evoluzione del mosaico minuto attraverso le tematiche più diffuse: vedute romane, paesaggi del Grand Tour, nature morte, raffigurazioni di animali. Il nucleo dell’esposizione è una selezione di opere provenienti dalla collezione Ars Antiqua Savelli di Roma, una delle più importanti in ambito internazionale dedicate a questo peculiare genere artistico, frutto di oltre quarant’anni di acquisizioni e ricerche. “Minute Visioni” presenta anche il piccolo ma raffinatissimo nucleo di micromosaici appartenenti al Museo Napoleonico, tra cui due tabacchiere, una parure con placchette in mosaico minuto montate in oro, opera di Antonio Aguatti, un fermacarte in marmo nero del Belgio e una rara serie di pendenti per monili con emblemi della Prima Repubblica Romana. Per la prima volta, inoltre, i mosaici saranno presentati in diretta relazione con opere pittoriche e stampe, per lo più provenienti dalle collezioni del Museo di Roma, in un confronto che consentirà al pubblico di cogliere le affinità iconografiche e le identità formali che caratterizzarono la produzione musiva romana e i contemporanei raggiungimenti nel campo delle arti maggiori.

Orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 18 (La biglietteria chiude mezz’ora prima).

Prezzi: L’ingresso è gratuito.

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