Roma, il lungo addio di Totti

La società già lo vede in giacca e cravatta nel ruolo da dirigente, ma lui come si vede? Resta l'incognita Totti in casa Roma

I romantici del calcio guardando il derby capitolino non hanno potuto fare a meno di chiedersi se Totti avrebbe avuto spazio nel corso della gara o se avrebbe assistito dalla panchina per l’intera durata della gara. Spalletti non gli ha concesso i soliti minuti finali che servono a poco e che rappresentano un’inutile passerella per un simbolo della squadra che a 40 anni compiuti si sente ancora più calciatore che dirigente.

Capitan Totti ha giocato 20 minuti, ma la partita era tutt’altro che semplice e quello che potrebbe essere stata la sua ultima stracittadina si è conclusa con una sconfitta per l’armata giallorossa e una passeggiata a testa bassa sul prato dell’Olimpico.

FUTURO DA DIRIGENTE – Se è vero che il futuro sembra essere un’incognita e si sono create due fazioni, da una parte quella certa del suo ritiro e dall’altra quella certa del suo prolungamento del contratto per un altro anno, più sicuro di ciò che accadrà sembra esserlo Mauro Baldissoni, che poco prima dell’inizio di Roma-Lazio ha candidamente ammesso che la società non lo vede più con il numero 10 sulle spalle e la fascia da capitano al braccio, ma dietro la scrivania:

“Francesco ha un contratto di sei anni, quindi vivrà molti altri derby anche se fuori dal campo. Il suo contratto da calciatore scade a giugno ma poi ha pronto un contratto di altri sei anni. Per il momento non lo vediamo in campo ma sarà con noi per vivere molti altri derby”.

Manca, però, l’annuncio del diretto interessato, del giocatore che ha segnato un’era calcistica della società giallorossa e che sembra non riuscire a venire definitivamente a patti con l’idea di dover appendere gli scarpini al chiodo. La forma fisica c’è, il divertimento anche. Ma la domanda è un’altra: vale la pena proseguire ancora e accontentarsi di una manciata di minuti ogni tanto? Il rapporto tutt’altro che idilliaco con Spalletti, la volontà della dirigenza di assegnargli un nuovo ruolo e la necessità di guardare al futuro, forse, ma solo forse, dovrebbero spingere il capitano a fare un passo indietro (o in avanti, verso quel nuovo modo di vivere la Roma), a porre la parola fine su una storia iniziata con l’esordio del 28 marzo 1993.

La Roma chiuderà il campionato in casa e chissà che oltre alla stagione non si chiuda una carriera lunga 25 anni, che potrebbe così salutare la propria gente a casa sua, fra le mura amiche dell’Olimpico che l’hanno visto diventare un grande del calcio.

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